Il presidente della Lastrigiana interviene sul dibattito riguardante il calcio giovanile: «L'abolizione del vincolo è stata un disastro. Malagò? Mi aspetto attenzione ai dilettanti»

Il presidente della Lastrigiana, Samuele Vignolini, interviene nel dibattito sul calcio giovanile e dilettantistico, respingendo l'idea che le rette elevate siano l'unica causa dell'allontanamento dei giovani dal pallone.

«Il calcio ha un costo più basso rispetto ad altre discipline sportive, ma le cifre non dipendono solo dalla parte tecnica. Pesano soprattutto gli oneri che le società devono sostenere, dai contratti di lavoro ai costi degli impianti. Le rette servono a coprire tutto questo. Mi dispiace che di battaglie per difendere i dilettanti fino a oggi ce ne siano state ben poche», afferma.

Vignolini critica anche gli effetti della riforma dello sport e, in particolare, la fine del vincolo sportivo: «C'erano regole da introdurre, ma oggi le norme sono troppo onerose. Le società hanno una funzione sociale, non sono aziende, eppure alla Lastrigiana abbiamo circa 90 contratti di lavoro. L'abolizione del vincolo è stata un disastro per le società sportive. Servono interventi organici che riconoscano il lavoro svolto nella crescita degli atleti».

Infine il presidente della Lastrigiana spiega la scelta di sostenere Giovanni Malagò nelle elezioni federali: «Sono uno dei delegati che ha votato Malagò perché ritenevo che sostenere un candidato destinato alla sconfitta non avesse senso. Quando lo abbiamo incontrato ci ha garantito la massima attenzione per il mondo dei dilettanti. L'impressione è che alla guida della Figc ci sia una persona vincente nello sport, capace di fare le scelte giuste per riportare l'Italia ai vertici del calcio mondiale». Lo scrive la Nazione. 

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