La vittima, un cittadino nigeriano, sarebbe morta dopo una colluttazione con i compagni di cella. Tescaroli: «Continua l'ondata di violenza nell'istituto»

AGGIORNATA - Era stato arrestato dai carabinieri a Montecatini (Pistoia) lo scorso 27 luglio con le accuse di rapina, violenza sessuale e furto in abitazione il 32enne nigeriano ucciso ieri sera nel carcere di Prato dopo una colluttazione in cella con altri reclusi.
     
L'uomo era regolare sul territorio nazionale, ma risultava senza fissa dimora. La procura pratese ha aperto un'inchiesta per omicidio preterintenzionale. Il 32enne era stato appena trasferito ieri el carcere La Dogaia dal penitenziario di Pistoia. Era stato arrestato in seguito a furti in abitazioni. In una, a Montecatini, aveva rapinato un cellulare e un tablet, poi dopo essersi introdotto in un altro appartamento a Pieve a Nievole, dove era stato sorpreso dalla proprietaria mentre tentava di allontanarsi con una borsa. Il malvivente, per assicurarsi la fuga, aveva aggredito e molestato fisicamente la donna. Era poi stato rapidamente intercettato e arrestato dai carabinieri mentre percorreva in sella a una bicicletta elettrica le vie del centro di Montecatini. Anche per la molestia sessuale alla proprietaria, quando è stato trasferito al carcere di Prato dopo la convalida, lo hanno assegnato alla sezione riservata ai detenuti imputati di reati sessuali. E' stato recluso nella cella 171 dove c'erano altri tre ristretti e dove è stato ucciso ieri sera.
Un detenuto nigeriano di 32 anni è morto nella tarda serata di mercoledì all'interno del carcere della Dogaia di Prato. La Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio preterintenzionale, affidando le indagini al procuratore Luca Tescaroli.

L'episodio è avvenuto nella camera di sicurezza 171 della settima sezione, riservata ai detenuti ristretti per reati sessuali, dove la vittima divideva la cella con altri tre detenuti. Secondo una prima ricostruzione, il decesso sarebbe stato preceduto da una colluttazione.

Il detenuto è stato trovato con ecchimosi al labbro superiore, una ferita lacero-contusa alla fronte e sangue fuoriuscito dalle narici. Il medico legale ha riscontrato un trauma cranico, ritenuto compatibile con un colpo inferto mediante un corpo contundente. Il decesso è stato constatato alle 23.18.

Alle indagini stanno lavorando la Polizia Penitenziaria, la Squadra Mobile di Prato e la Polizia Scientifica, impegnate a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e ad accertare le responsabilità.

«Continua, dunque, l'ondata di violenza in seno all'istituto penitenziario La Dogaia, che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento, con 640 detenuti ristretti e celle che ospitano fino a quattro persone, come nel caso che ci occupa», ha dichiarato il procuratore Luca Tescaroli.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies