Contestati omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni. Cinque le vittime della tragedia del 9 dicembre 2024

Sono nove le persone indagate dalla Procura di Prato per l'esplosione avvenuta il 9 dicembre 2024 al deposito Eni di Calenzano, nella quale persero la vita cinque lavoratori e rimasero ferite altre 27 persone. A coordinare l'inchiesta è il procuratore Luca Tescaroli.

Tra le vittime figurano gli autotrasportatori Carmelo Corso, Davide Baronti e Vincenzo Martinelli, oltre ai dipendenti della ditta Sergen Franco Cirelli e Gerardo Pepe, impegnati in lavori di manutenzione.

La Procura ha contestato, a vario titolo, i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni personali colpose nei confronti di sette dirigenti Eni e di due amministratori della Sergen.

Un ulteriore filone d'indagine riguarda quattro dirigenti Eni, chiamati a rispondere dello scarico di acque reflue industriali nel fosso Tomerello, che secondo gli inquirenti sarebbe avvenuto senza la necessaria autorizzazione ambientale.

Per quanto riguarda la responsabilità amministrativa dell'azienda ai sensi della legge 231/2001, Eni non è stata ritenuta responsabile: gli inquirenti hanno infatti giudicato il modello organizzativo adottato dalla società formalmente corretto. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies