La Procura di Firenze contesta l'uccisione e il maltrattamento di nove animali. Sotto accusa le modalità con cui sarebbero state eseguite le soppressioni

Un veterinario di 63 anni, titolare di una clinica nel Fiorentino, è indagato dalla Procura di Firenze con l'accusa di aver praticato eutanasie su nove animali, sei cani e due gatti oltre a un dogo argentino, senza che vi fossero le condizioni previste dalla legge e utilizzando procedure ritenute non conformi.

L'inchiesta nasce da un procedimento avviato a Ravenna per la morte di un dogo argentino e, nel corso delle indagini, gli investigatori hanno esteso gli accertamenti ad altri otto casi. Secondo l'ipotesi accusatoria, non sarebbero state trovate cartelle cliniche o documentazione medica in grado di dimostrare che gli animali fossero affetti da patologie gravi e incurabili tali da giustificare l'eutanasia.

Gli inquirenti contestano inoltre le modalità con cui sarebbero state effettuate le soppressioni. In particolare, il farmaco Tanax sarebbe stato somministrato senza una preventiva sedazione profonda e anestesia generale, con la conseguenza che gli animali sarebbero rimasti coscienti per alcuni minuti, percependo la sofferenza provocata dal farmaco.

Le indagini sono nelle fasi finali e dovranno chiarire anche il ruolo dei proprietari degli animali, verificando se fossero consapevoli delle reali condizioni di salute dei loro animali o se si siano affidati alle valutazioni del veterinario.

I reati ipotizzati sono quelli di uccisione di animali e maltrattamento di animali. In caso di condanna, oltre alle sanzioni penali previste dal codice, il professionista rischia anche la radiazione dall'albo dei veterinari. Lo scrive la Nazione. 

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