Il Comune di Campi: «Sosterremo la famiglia di Kumara»

Sarà l’autopsia a fornire nuovi elementi sull’incidente sul lavoro costato la vita a Kumara Gedera, operaio di 60 anni della Capp Plast. L’esame potrebbe consentire agli inquirenti di ricostruire gli ultimi istanti prima della tragedia, stabilendo la posizione dell’uomo al momento dell’impatto e le cause esatte del decesso, presumibilmente legato all’asfissia da schiacciamento. L’operaio si trovava da solo in una zona che, secondo quanto emerso, non sarebbe coperta da telecamere.

Le prime ricostruzioni indicano che Gedera si stesse muovendo con un muletto con le forche libere quando si sarebbe fermato, forse per sistemare un pallet sporgente. A quel punto un bancale, posto a circa tre metri di altezza, sarebbe crollato, travolgendolo con diversi sacchi da 25 chilogrammi contenenti imballaggi in plastica. Carabinieri e ispettori dell’Asl stanno lavorando per chiarire tutti gli aspetti della dinamica.

Intanto si pensa al sostegno della famiglia, residente a Galciana, nel Pratese. L’assessora al Lavoro di Campi Bisenzio Carla Bonora ha annunciato la disponibilità del Comune a collaborare con l’amministrazione di Prato, le Rsu e gli altri soggetti coinvolti per aiutare la moglie Asha e i figli. L’obiettivo è andare oltre le spese immediate, come quelle del funerale, e costruire un sostegno di più lungo periodo. La Capp Plast è rimasta chiusa anche ieri per decisione dell’azienda, mentre sotto sequestro resta soltanto l’area esterna dove si è verificato l’incidente. Lo scrive la Nazione. 

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