Nuova gara in autunno, obiettivo chiusura nel 2027

Dieci anni dopo le verifiche che evidenziarono i problemi alla pila sinistra del ponte Vespucci, il cantiere non è ancora concluso. Tutto iniziò nel 2016, quando fu riscontrata l’erosione provocata dall’Arno e venne vietato il transito ai mezzi superiori ai 35 quintali, limitazione rimasta in vigore fino al 2025. Dopo un primo progetto accantonato, nel 2021 partirono gli interventi di consolidamento, segnati però da continue sospensioni dovute alle condizioni del fiume e anche dalla richiesta di risoluzione del contratto da parte del primo appaltatore.

A complicare ulteriormente i lavori è stato il ripristino della pescaia dell’Isolotto nel 2024, che ha fatto risalire il livello dell’Arno sotto il ponte. È stato così necessario rialzare la pista realizzata nell’alveo per raggiungere la pila con i macchinari, mentre l’impossibilità di utilizzare l’impalcato come area di cantiere ha imposto lo stoccaggio dei materiali a Villamagna. Circostanze che, secondo i documenti, hanno provocato un aumento sia dei costi sia dei tempi.

Il completamento è stato quindi suddiviso in due stralci, ma il secondo, che riguarda le travi più esterne del ponte, deve ancora partire. La gara indetta nel 2025 non ha portato all’affidamento perché le offerte sono state giudicate «non congrue». Palazzo Vecchio ha aggiornato il progetto e annuncia una nuova gara per l’autunno 2026. La sistemazione definitiva prevede una corsia per senso di marcia, piste ciclabili e stalli di sosta. L’obiettivo diventa così il 2027, undici anni dopo l'inizio della vicenda. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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