Sono entrati nel cuore della notte nell’androne di un palazzo di via delle Lame, nella zona di Gavinana, con il volto travisato e alcuni strumenti che, secondo la ricostruzione, avrebbero potuto essere utilizzati per preparare un furto. I due uomini, entrambi 40enni di origine georgiana, sono stati fermati dalla polizia ma sono tornati in libertà dopo il processo per direttissima.
A far scattare l’allarme è stato un residente che, pur trovandosi fuori città, ha notato attraverso le telecamere installate nell’edificio la presenza dei due uomini. Con loro avrebbero avuto una lastra da utilizzare tra porta e stipite per far scattare la serratura e un tubetto di colla, potenzialmente utilizzabile come segnale per verificare se un appartamento fosse abitato. Sul posto sono arrivate due volanti della polizia. I due hanno tentato di fuggire, ma sono stati raggiunti e bloccati dagli agenti.
Il giudice non ha però convalidato l’arresto, ritenendo quanto avvenuto come una serie di atti preparatori, riconducibili a un sopralluogo, e non a un tentativo di furto. Entrambi sono quindi tornati in libertà.
Un episodio che arriva a pochi giorni da quanto accaduto a Scandicci, dove un poliziotto era rimasto ferito alla testa durante l’inseguimento di un presunto ladro, dopo essere stato colpito con un piede di porco. Anche in quel caso i due uomini fermati erano stati successivamente rimessi in libertà: secondo la procura non erano emersi gli estremi della tentata rapina aggravata e non erano state ravvisate esigenze cautelari tali da giustificare l’applicazione di una misura. Lo scrive la Nazione.
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