Malori a Palazzo Vecchio. I sindacati chiedono chiusure in caso di allerta rossa

I lavoratori dei musei civici fiorentini sono pronti a proclamare lo stato di agitazione per le temperature elevate nelle sale. La decisione è stata presa all’unanimità dai dipendenti della cooperativa Rear e della Fondazione Mus.e dopo due lettere inviate nei mesi scorsi e gli ultimi malori registrati a Palazzo Vecchio. «Il caldo non è passeggero e sarà sempre peggio», avvertono.

Mercoledì a Palazzo Vecchio sarebbero intervenute tre ambulanze, due per turisti colti da malore e una per una lavoratrice svenuta. «Non è più accettabile. Se non è possibile condizionare Palazzo Vecchio bisogna chiudere quando serve. Si tratta di sicurezza sul lavoro», afferma un dipendente Mus.e e delegato della Fp Cgil. Tra le proposte c’è il modello Genova, con chiusure totali o aperture limitate alle ore più fresche nei musei non climatizzati durante le allerte rosse. Chiesta anche una migliore informazione ai visitatori e una rimodulazione degli ingressi.

L’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini assicura «piena attenzione alle condizioni di lavoro degli operatori», ricordando la possibilità di chiudere alcune stanze in base alle temperature e l’arrivo di dieci raffrescatori e due condizionatori. «Sarà necessario un progetto strutturale, manteniamo aperto il confronto con i sindacati».

Problemi anche al Museo del Bargello, dove sono state segnalate temperature fino a 37 gradi. La direttrice Andreina Contessa contesta l'accuratezza di quelle rilevazioni, ma ha disposto la chiusura delle sale sopra i 34 gradi, la rotazione dei lavoratori e l’installazione di punti con acqua fresca. Per una climatizzazione strutturale, però, i tempi restano incerti: è allo studio un nuovo progetto, che potrebbe non essere pronto neppure per la prossima estate. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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