Restrizioni in decine di Comuni tra Firenze e Prato

La Peste Suina Africana continua a diffondersi in Toscana e la Regione rafforza le misure nelle aree a rischio. Nei boschi dei territori interessati scatteranno indicazioni, obblighi e divieti per escursionisti, cacciatori, pescatori, cercatori di funghi e campeggiatori, con l’obiettivo di impedire che le persone possano contribuire involontariamente alla diffusione del virus.

Nelle zone sottoposte alle restrizioni sarà vietato uscire dai sentieri segnalati, lasciare i cani senza guinzaglio, parcheggiare fuori dalle aree consentite e campeggiare o bivaccare in spazi non autorizzati. Vietato anche abbandonare rifiuti e resti di cibo. Fondamentale la sanificazione di scarpe, indumenti, attrezzature, ruote e mezzi utilizzati nei boschi. Per le attività con più di 20 partecipanti sarà inoltre necessario il via libera dell’Asl.

«Serve tanto lavoro di squadra insieme ai Comuni e alle Province e anche il comportamento virtuoso delle persone per impedire che il virus si diffonda», spiega Giorgio Briganti, commissario straordinario regionale alla Psa. Dalla prossima settimana l’adozione delle misure sarà raccomandata a tutti i Comuni toscani.

Secondo i dati dell’osservatorio epidemiologico, il virus è stato rilevato in 834 capi tra cinghiali e suini in Toscana. Le restrizioni cambiano in base alla classificazione dei territori: dalle aree dove il virus non è ancora stato riscontrato ma il rischio è elevato, a quelle con casi tra i cinghiali, fino ai Comuni dove la malattia ha raggiunto anche i suini.

La Regione sta inoltre lavorando alla riduzione della popolazione di cinghiali nelle aree interessate e in quelle limitrofe per creare un «cuscinetto biologico». Chi trova un cinghiale morto non deve avvicinarsi né toccare la carcassa, ma segnalarne immediatamente la presenza alle autorità competenti. Lo scrive Repubblica. 

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