Figlio Niccolò ucciso nel 2017 in discoteca a Lloret de Mar

"Quello che è successo a Niccolò", ucciso in un pestaggio in discoteca nel 2017 a Lloret de Mar, "ce l'abbiamo sempre davanti e fa pensare che purtroppo c'è sempre tanta violenza assurda tra ragazzi. Mi auguro che questo ragazzo veneto, Nicola, riesca tranquillamente a uscirne e a riprendere la sua vita" ma "mi auguro anche che la giustizia spagnola questa volta, rispetto a quello che hanno fatto a noi, hanno fatto a Niccolò, funzioni in maniera adeguata e corretta". Lo dice all'ANSA, Luigi Ciatti, il padre del 22enne di Scandicci (Firenze) ucciso il 12 agosto 2017 a 22 anni a Lloret de Mar, preso una discoteca, in circostanze che ricordano quanto accaduto a Barcellona a Nicola Maggiotto.
    
Luigi Ciatti ricorda gli atteggiamenti tenuti da polizia e magistratura catalana nella ricerca e nella condanna dei colpevoli dell'omicidio del figlio. Per la morte di Niccolò fu condannato solo Rassoul Bissoultanov, ceceno e all'epoca 24enne, che peraltro è scappato ed è latitante dal luglio 2022, dopo la sentenza del tribunale di Girona che lo condannò in primo grado a 15 anni.

   
"Mi chiedo come si possa essere coetanei, pur di Paesi diversi e avere una cattiveria così estrema - aggiunge - E' sempre successo che ci siano liti tra ragazzi ma occorre riuscire a fermarsi, non arrivare al limite, perché purtroppo ci sono le conseguenze. Ci sono ora per Nicola, che adesso è in ospedale. E chi ha commesso tale reato ne pagherà le conseguenze".

    
"Spero che la giustizia funzioni - conclude Luigi Ciatti - che faccia capire e vedere che se hai fatto una cosa del genere non puoi dire 'Eh, ma non non volevo'". 
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