'Arrivi da Sollicciano dopo chiusura sezioni hanno aggravato situazione già delicata'

AGGIORNATO - Nuovi aspetti emergono dal caos al pronto soccorso di Prato scatenato da un 22enne del Marocco che voleva fuggire mentre era sotto stato di fermo. Il sindacato Sappe riporta che due agenti penitenziari che lo accompagnavano sono stati feriti da lui, un terzo collega ha dovuto sparare in aria per fermarlo. Un colpo però ha raggiunto una gamba del 22enne.
   
Ricostruisce l'episodio Francesco Oliviero, segretario Sappe per la Toscana: "Una volta piantonato in ospedale", l'uomo "pur avendo i polsi bloccati dalle ammanettature di sicurezza, ha impugnato un estintore presente nella struttura scatenando il panico: ha spruzzato l'estinguente all'interno dei locali e si è scagliato con violenza cieca contro gli agenti di scorta, scagliando l'estintore addosso al personale Il bilancio dell'aggressione è pesante: due poliziotti penitenziari sono rimasti feriti, uno dei quali ha avuto la frattura della mano con una prognosi di 30 giorni, mentre per l'altro collega i giorni di prognosi sono 10".
    
"Non contento - aggiunge Oliviero - il soggetto ha tentato la fuga verso l'area di arrivo delle ambulanze. Qui la situazione è ulteriormente precipitata: sono stati esplosi tre colpi d'arma da fuoco, e il terzo ha raggiunto il fuggitivo a una gamba, immobilizzandolo definitivamente. È un miracolo che non ci siano state conseguenze drammatiche o vittime tra gli operatori sanitari e i cittadini presenti al pronto soccorso".

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Rissa con accoltellamento nel reparto di media sicurezza del carcere La Dogaia di Prato. Un detenuto è in condizioni gravi dopo esser stato colpito a un polmone. Lo riferisce il sindacato di polizia Sappe col segretario toscano Francesco Oliviero. "Verso l'ora di chiusura delle sezioni, un violento scontro tra detenuti di nazionalità maghrebina è degenerato fino all'accoltellamento di uno dei partecipanti, colpito con una lama rudimentale. Il detenuto ferito è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso, con un sospetto interessamento del polmone. Le sue condizioni sarebbero gravi".

     
Per il sindacato "è l'ennesimo campanello d'allarme di un sistema penitenziario toscano che sta mostrando ormai evidenti segnali di collasso. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli che incidono direttamente sulle condizioni di sicurezza, mentre il personale di polizia penitenziaria continua a operare con organici assolutamente insufficienti. Dopo la chiusura di alcune sezioni del carcere di Firenze Sollicciano, l'arrivo a Prato di numerosi detenuti, anche con profili di particolare problematicità, ha ulteriormente aggravato una situazione già estremamente delicata". Anche perché l'organico "è inadeguato rispetto alle reali esigenze dell'istituto".

     
Per il Sappe "è necessario un intervento immediato da parte del Dap, con provvedimenti concreti e non più rinviabili". La principale richiesta è "lo sfollamento immediato, anche fuori regione, dei detenuti violenti e ad alta conflittualità attualmente ristretti nell'istituto pratese, così da riportare le condizioni di sicurezza entro livelli accettabili"
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