Biti: «Confronto ancora aperto con la proprietà». Palagi solleva il nodo della flessibilità sulle destinazioni d’uso e sul futuro dell’housing sociale

Il progetto di massima per la riqualificazione delle ex Ogr è in dirittura d’arrivo, ma resta aperto il confronto tra Palazzo Vecchio e la proprietà sulle funzioni che dovranno trovare spazio nell’area. L’assessora all’Urbanistica Caterina Biti precisa infatti che la scheda urbanistica deve ancora essere attivata e che si è ancora «a livello di idea progettuale».

Il Comune punta ad avere nell’area residenze, servizi per i cittadini, spazi pubblici gratuiti e verde, con particolare attenzione al collegamento con le Cascine. Palazzo Vecchio ha inoltre chiesto la realizzazione di una piscina e che il 20% di housing sociale sia distribuito all’interno delle altre costruzioni.

La proprietà, attraverso il team guidato dall’architetto Paolo Desideri, assicura invece che saranno mantenute le percentuali previste: 60% residenziale, di cui un terzo a canone calmierato per 20 anni, 15% turistico-ricettivo, 16% direzionale e servizi e 9% commerciale. Il piano attuativo, però, deve ancora essere definito.

Su questo aspetto interviene Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune, evidenziando la possibilità prevista dalle norme tecniche di modificare fino al 20% della superficie edificabile complessiva le destinazioni d’uso senza una variante al Piano operativo. Secondo Palagi, questo permetterebbe teoricamente di portare gli spazi alberghieri dagli attuali 6.300 a 14.700 metri quadrati, passando dal 15 al 35% del totale, senza un nuovo voto del Consiglio comunale.

Un altro interrogativo riguarda gli 8.400 metri quadrati destinati all’housing sociale, che dovrebbero essere affittati a canone calmierato per vent’anni. Palagi sottolinea come questa quota possa essere rivolta anche alla popolazione studentesca, aprendo il tema di un possibile studentato.

Biti assicura comunque che, una volta presentato un progetto vero e proprio, inizierà il percorso istituzionale con i passaggi in Consiglio comunale e con assemblee e momenti di confronto con i cittadini. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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