Le investigazioni vengono svolte con il supporto del personale dell'Ufficio prevenzione igiene sicurezza luoghi di lavoro (Pisll) Firenze 2 della Asl.
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Una nuova tragedia sul lavoro sconvolge la Piana fiorentina, a pochi giorni dalla morte di un operaio di 61 anni alla Capp Plast di Campi Bisenzio. Ieri pomeriggio un lavoratore di 39 anni, Ahmed Salah Hasan Ibrahik, di origine egiziana, ha perso la vita in un cantiere sull’A1 tra Calenzano e Barberino, poco prima della località Le Croci.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava lavorando al viadotto Goccioloni 1, nel territorio di Calenzano, dove è in corso un intervento di ammodernamento e manutenzione strutturale per conto di Autostrade per l’Italia. Il 39enne, che sarebbe stato dipendente della GGroup, ditta impegnata in subappalto, si trovava su un pilone quando è precipitato da un ponteggio da un’altezza di circa 20 metri.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e la Misericordia di Calenzano. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare l’operaio, ma le conseguenze della caduta erano troppo gravi e ogni tentativo si è rivelato inutile.
Sull’incidente indaga la Procura di Prato, che dovrà ricostruire l’esatta dinamica e accertare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del cantiere. I piloni interessati dai lavori sono stati posti sotto sequestro ed è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo.
La tragedia riporta alla memoria quanto accaduto il 2 ottobre 2008, quando tre operai morirono precipitando da una piattaforma posta a circa 40 metri di altezza durante i lavori per la Variante di Valico.
Durissima la reazione dei sindacati. «Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente – afferma Giulia Bartoli, segretaria generale della Fillea Cgil Firenze –. Una cosa però è certa: sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti».
Anche Stefano Tesi, responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana, richiama l’attenzione sull’emergenza sicurezza: «Ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profonda per l’intera società». Lo scrive la Nazione.
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