Le udienze di settembre si preannunciano centrali nel dibattimento per calunnia e favoreggiamento, mentre proseguono i rilievi sulla busta intimidatoria al pm antimafia

I nomi simbolo della stagione stragista di Cosa Nostra torneranno in aula a Firenze nel mese di settembre. Giovanni Brusca, Antonino Giuffrè e Giuseppe Graviano sono stati chiamati a deporre come testimoni nell'ambito del processo a carico di Salvatore Baiardo, imputato per calunnia ai danni del giornalista Massimo Giletti e per favoreggiamento personale con l'aggravante mafiosa. Brusca e Giuffrè compariranno davanti ai giudici il 9 settembre, mentre l'audizione di Graviano è fissata per il 21 settembre, a seguito delle recenti dichiarazioni in cui il boss ha manifestato l'intenzione di riferire sui presunti rapporti finanziari tra la propria famiglia, Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri.

L'attesa per le testimonianze si inserisce in un clima di elevata tensione giudiziaria, alimentato dal recente ritrovamento di una lettera intimidatoria nella cassetta postale del pubblico ministero antimafia Leopoldo De Gregorio. All'interno del plico è stato rinvenuto un ritaglio di giornale contenente riferimenti al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza e allo stesso procedimento in corso contro l'ex tuttofare dei Graviano.

Sull'episodio sono in corso approfonditi accertamenti scientifici volti a individuare eventuali impronte digitali o tracce biologiche, oltre all'analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Gli investigatori stanno inoltre valutando le analogie con almeno tre precedenti azioni sospette indirizzate in passato all'attuale procuratore di Prato Luca Tescaroli, giurisprudente che da procuratore aggiunto a Firenze aveva guidato l'inchiesta sui mandanti esterni delle stragi del 1993. Lo scrive la Nazione

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