Secondo i sindacati, molti docenti preferiscono restare precari vicino a casa. Con uno stipendio di 1.450 euro, il bilancio mensile può chiudersi in rosso

Sono oltre 300 gli insegnanti che hanno rinunciato al ruolo nelle scuole toscane alla vigilia del nuovo anno scolastico. Secondo la Flc Cgil, circa 250 rinunce riguardano i posti comuni e una sessantina il sostegno. Tra le principali ragioni ci sarebbero il costo degli affitti, delle utenze e del carburante, soprattutto a Firenze e nelle altre città più care.

La Uil riferisce il caso di una docente che ha preferito Trento a Firenze perché lì disponeva di un appoggio. Molti insegnanti del Sud scelgono invece di continuare con le supplenze vicino alla famiglia, evitando di accettare un posto stabile che li costringerebbe a sostenere spese troppo elevate. Con uno stipendio di 1.450 euro, secondo un’indagine della Uil, un docente può arrivare a un disavanzo mensile di 190 euro. Un affitto medio di 550 euro assorbe oltre un terzo dello stipendio e, per il personale Ata, può incidere quasi per la metà.

L’Ufficio scolastico regionale ha intanto assegnato 2.141 ruoli sui 2.434 disponibili e punta a coprire quasi tutte le cattedre attraverso le supplenze prima dell’inizio delle lezioni, fissato per il 15 settembre. Restano però timori per possibili posti scoperti nella scuola dell’infanzia e primaria.

Particolarmente delicata la situazione del sostegno: in Toscana l’organico effettivo raggiunge i 16.720 docenti, ma 10.085 posti sono in deroga. Secondo i sindacati, sei insegnanti di sostegno su dieci restano quindi precari. A Firenze sono 3.656, dei quali 2.200 in deroga. L’Ufficio scolastico assicura comunque la massima attenzione a tutti i territori, compresa Massa Carrara, dove i posti in deroga sono aumentati del 9%. Lo scrive Repubblica. 

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