La lite è dipesa "da motivi legati alla priorità nella fila d'attesa per accedere"

AGGIORNAMENTO ORE 19.05

Sulle code all'Ufficio immigrazione, file "ormai note" che "soprattutto nei fine settimana, si formano nelle adiacenze" della Questura di Prato, interviene la segretaria provinciale del sindacato Fsp Polizia di Stato spiegando che "rappresentano una problematica strutturale che non può continuare a essere affrontata attraverso il solo e prolungato impiego di personale della Questura" e chiedendo "risposte rapide e un'organizzazione adeguata".     "Da settimane - così in una nota il sindacato - operatori vengono impegnati per interi turni nella vigilanza dell'area, senza che ciò riesca a impedire il fenomeno, che spesso finisce semplicemente per spostarsi nelle immediate vicinanze. La stampa locale ha più volte documentato l'insorgenza di liti e situazioni di tensione, con la necessità di ricorrere anche agli equipaggi delle Volanti e il conseguente impiego di risorse ordinariamente destinate al controllo del territorio e al pronto intervento. A ciò si aggiunge un'evidente criticità igienico-sanitaria". Una "situazione che non è dignitosa per nessuno e che certamente non può essere risolta affidandone la gestione ai soli operatori di polizia".

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Cinque cittadini stranieri sono stati arrestati dalla polizia a seguito di una rissa tra tre cinesi e due peruviani avvenuta domenica scorsa intorno alle 14.30, nel parcheggio adiacente alla Questura di Prato. La lite è dipesa "da motivi legati alla priorità nella fila d'attesa per accedere", poi lunedì all'Ufficio immigrazione della Questura di Prato", così in una nota la procura pratese spiegando anche che "l'attività si inquadra" nelle indagini in corso su una presunta gestione illegale degli accessi all'Ufficio immigrazione.
Secondo gli inquirenti ci sarebbe un'"indebita intrusione nella gestione degli accessi all'ufficio immigrazione funzionali a ottenere il permesso di protezione internazionale". svolti inducono a ritenere che, grazie a compensi variabili tra i 1.000 e 1.500 euro, "alcuni impongano nella fila propri collaboratori per conto prevalentemente dei richiedenti di origine sinica" consentendo così "loro di ottenere una posizione utile al momento dell'apertura degli uffici, a discapito di coloro che si inseriscono nella fila senza sottostare al pagamento imposto. In tal modo, costoro impediscono o, comunque, ritardano l'accesso agli utenti che non si adeguano; servizio previsto per ogni lunedì e limitato a dieci persone per sessione". Un'attività "di condizionamento risultante generare condotte violente, come il 30 agosto", con la rissa sedata dalla polizia. I cinque arrestati, si precisa, sono tutti immigrati regolari e "non hanno potuto motivare la loro presenza tra gli stranieri in attesa per la richiesta di protezione internazionale". "Resta alta - conclude la procura - l'attenzione" di inquirenti e polizia "sulle criticità relativa alla gestione delle esigenze dell'utenza straniera presso il locale Ufficio. Continueranno ad essere predisposti dei servizi esterni alla locale Questura, volti all'individuazione e all'identificazione di soggetti extracomunitari non richiedenti asilo, responsabilità di episodi di turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica durante le fasi di afflusso per l'acquisizione delle istanze di richiesta per la protezione internazionale".
     



    
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