'Un detenuto collaboratore, arrivato da poco nel carcere, avrebbe trascorso la notte non in cella ma in un ufficio destinato al personale'

Nel carcere fiorentino di Sollicciano "un detenuto collaboratore, arrivato da poco nel carcere, avrebbe trascorso la notte non in cella ma in un ufficio destinato al personale. Secondo quanto riferito, sarebbe un ex boss della camorra, con una condanna ultratrentennale in parte già scontata e altri dieci anni da espiare. Se confermato, il fatto fotografa una gestione che ha ormai superato il confine dell'improvvisazione". Così in una nota il sindacato della polizia penitenziaria Osapp che aggiunge che altri "detenuti in situazioni di incollocabilità vengono sistemati nelle camere di sicurezza, con materassi a terra e senza servizi igienici".
    
"Chiediamo urgenti e immediati accertamenti su quanto sarebbe accaduto": "Le telecamere dell'istituto, così frequentemente utilizzate dai vertici per controllare l'operato dei poliziotti, questa volta potranno essere utilissime" spiega Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp che ricorda che a Solicciano ci sono "sette sezioni maschili chiuse mentre sono in corso interventi di ristrutturazione". Il punto, per il sindacato. "è la perdita di misura, di regola e perfino di stile istituzionale": "Un ufficio della polizia penitenziaria o di altri operatori non diventa una cella perché l'Amministrazione non sa dove collocare un detenuto": "Non è una questione di detenuti privilegiati o disgraziati.

È la misura della capacità di chi amministra un carcere di mantenere ordine, coerenza e dignità nelle proprie decisioni». "Se un detenuto era incompatibile con le sezioni disponibili, non doveva essere assegnato a Sollicciano - prosegue -. Se invece poteva restarvi, qualcuno spieghi perché abbia dovuto dormire in un ufficio". Mentre il ministro Carlo Nordio "pensa alle comunità e annuncia soluzioni alternative alla detenzione" e il "Dap promette migliaia di nuovi posti" a Sollicciano "l'alternativa alla cella sembra essere diventata la stanza del personale. Qui si rischia il ridicolo istituzionale.

Chi ha deciso quella sistemazione deve metterci nome, firma e responsabilità. Se tutto sarà confermato, gli accertamenti dovranno essere rapidissimi perché dopo i materassi a terra, Sollicciano non può inaugurare anche la detenzione da ufficio". 
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