Franco Isceri chiede interventi unanimi, prevenzione nelle scuole e più sostegno ai centri antiviolenza. Meloni: «Quanto fatto non basta». Stasera il ricordo a Firenze

«La politica fermi questa violenza una volta per tutte». È l’appello lanciato da Franco Isceri, padre di Lorena, la 45enne uccisa dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni, che dopo averla gettata dal viadotto Lora sull’A1, nel territorio di Barberino di Mugello, si è tolto la vita.

In un videomessaggio rivolto al presidente della Repubblica, alla presidente del Consiglio e a tutte le forze politiche, l’uomo ha chiesto provvedimenti condivisi per evitare nuove tragedie. «Mia figlia aveva tanti sogni e progetti, ma ora non li ha più. Chiedo alla politica di essere unita: lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi», ha dichiarato.

All’appello ha risposto Giorgia Meloni, ricordando l’aumento delle risorse per centri antiviolenza e case rifugio, il rafforzamento del Codice rosso e l’introduzione del femminicidio come reato autonomo. «Davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente», ha aggiunto la premier. Messaggi sono arrivati anche da Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Vella avrebbe pianificato l’aggressione acquistando fascette, nastro adesivo e forbici. Nel garage dell’abitazione della donna l’avrebbe colpita, legata e caricata nel bagagliaio dell’auto. Da lì Lorena è riuscita a chiamare il 112, rimanendo al telefono con la polizia per circa venti minuti e tentando anche di convincere l’ex compagno a fermarsi.

L’uomo avrebbe poi raggiunto il viadotto sull’Autostrada del Sole, dove avrebbe nuovamente colpito Lorena prima di gettarla nel vuoto e suicidarsi. Subito dopo il delitto avrebbe telefonato alla propria madre, confessando quanto accaduto, e inviato un messaggio alla madre della vittima: «Tua figlia è morta».

La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo per femminicidio e sequestro di persona. L’autopsia dovrà chiarire se Lorena fosse ancora viva al momento della caduta e verificare l’eventuale assunzione di psicofarmaci da parte di Vella. Gli investigatori stanno inoltre analizzando i telefoni e alcune lettere trovate nelle abitazioni per ricostruire l’ultimo periodo della relazione.

Lorena aveva confidato ai familiari e agli amici di avere paura dell’ex, ma non lo aveva denunciato perché non voleva provocargli conseguenze penali. Stasera alle 21, in via Panciatichi all’angolo con via Antognoli, si terrà un ritrovo in sua memoria. «Non possiamo abituarci a queste tragedie», ha affermato la sindaca Sara Funaro: «Firenze non dimentica Lorena». Lo scrive la Nazione. 

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