Firenze ricorda gli internati militari italiani (Imi), i circa 650mila militari italiani che, dopo l'8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con la Germania nazista e con la Repubblica Sociale italiana e furono per questo deportati nei lager tedeschi. A loro sono dedicate due giornate, domani, domenica 20, e lunedì 21 settembre al Teatro La Fiaba in via delle Mimose 12, con una conferenza e lo spettacolo teatrale 'Il Violino del No! Storia e memorie di Luigi Manoni, prigioniero Imi nei lager nazisti dal 1943 al 1945'. L'iniziativa è promossa dall'Anpi Isolotto Sergio Rusich e dallo Spazio Anpi Isolotto Le Voci della Memoria, in collaborazione con il Quartiere 4 e con il patrocinio del Comune di Firenze.
"Gli internati militari italiani ci ricordano che la Resistenza non fu combattuta soltanto con le armi: ci fu anche chi, come gli Imi, scelse di dire no, in condizioni estreme e con grande coraggio, al nazifascismo rifiutandosi di collaborare con la Germania nazista e la Repubblica Sociale italiana - dichiara l'assessora alla Cultura della Memoria Benedetta Albanese -. La storia di Luigi Manoni e del suo violino ci restituisce questa vicenda attraverso una storia personale, fatta di prigionia, coraggio e umanità. Raccontarla oggi, e farlo anche alle ragazze e ai ragazzi, significa dare un volto e una voce a una pagina della nostra storia che non possiamo e non vogliamo dimenticare".
La giornata di domani si aprirà alle 16 con una conferenza introdotta da Albanese e alla quale parteciperanno rappresentanti di Anei, Aned, Anrp, Comunità Ebraica, Istituto Gramsci, Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea e Centro di documentazione della deportazione e resistenza di Prato. Alle 17.30 sarà la volta dello spettacolo 'Il Violino del No!', a cura dello Spazio Anpi Isolotto Le Voci della Memoria, con la regia di Tiziana Fusco. Attraverso la vicenda di Luigi Manoni, internato militare italiano nei lager nazisti, lo spettacolo racconta una storia individuale capace di restituire la dimensione umana di una tragedia collettiva. Il violino diventa così il simbolo di un legame con la propria identità e con la propria umanità anche negli anni della prigionia. Lunedì lo spettacolo sarà proposto alle scuole, con una replica alle 10, riservata alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, e una alle 15, per le alunne e gli alunni delle scuole primarie.
"Gli internati militari italiani ci ricordano che la Resistenza non fu combattuta soltanto con le armi: ci fu anche chi, come gli Imi, scelse di dire no, in condizioni estreme e con grande coraggio, al nazifascismo rifiutandosi di collaborare con la Germania nazista e la Repubblica Sociale italiana - dichiara l'assessora alla Cultura della Memoria Benedetta Albanese -. La storia di Luigi Manoni e del suo violino ci restituisce questa vicenda attraverso una storia personale, fatta di prigionia, coraggio e umanità. Raccontarla oggi, e farlo anche alle ragazze e ai ragazzi, significa dare un volto e una voce a una pagina della nostra storia che non possiamo e non vogliamo dimenticare".
La giornata di domani si aprirà alle 16 con una conferenza introdotta da Albanese e alla quale parteciperanno rappresentanti di Anei, Aned, Anrp, Comunità Ebraica, Istituto Gramsci, Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea e Centro di documentazione della deportazione e resistenza di Prato. Alle 17.30 sarà la volta dello spettacolo 'Il Violino del No!', a cura dello Spazio Anpi Isolotto Le Voci della Memoria, con la regia di Tiziana Fusco. Attraverso la vicenda di Luigi Manoni, internato militare italiano nei lager nazisti, lo spettacolo racconta una storia individuale capace di restituire la dimensione umana di una tragedia collettiva. Il violino diventa così il simbolo di un legame con la propria identità e con la propria umanità anche negli anni della prigionia. Lunedì lo spettacolo sarà proposto alle scuole, con una replica alle 10, riservata alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, e una alle 15, per le alunne e gli alunni delle scuole primarie.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













