A dieci anni dalla morte di Michela Noli, Firenze ha ricordato nel Salone dei Cinquecento la giovane hostess aeroportuale uccisa dall’ex marito il 15 maggio 2016. Particolarmente toccanti le parole del padre Massimo: «Non passa un attimo che non la veda, che non ci parli. Ce l’ho sempre davanti agli occhi e aspetto che si apra quella porta».
Dalla tragedia è nato il progetto “Per Michela”, promosso dalla famiglia Noli insieme ad Artemisia e Toscana Aeroporti per trasformare il dolore in prevenzione, formazione e sostegno alle donne. Nel corso dell’iniziativa è stata ricordata la necessità di riconoscere tempestivamente i segnali di pericolo. Artemisia ha inoltre segnalato circa 1.200 richieste d’aiuto ricevute dai centri antiviolenza.
I genitori di Michela hanno rilanciato due proposte: introdurre una responsabilità penale per chi, venuto a conoscenza dell’intenzione di commettere una violenza, non la denunci e consentire agli psicologi di superare il segreto professionale quando sia in pericolo la vita di una persona. All’evento sono intervenute anche l’assessora Benedetta Albanese e, in collegamento, la sindaca Sara Funaro. Sul palco, le esibizioni di tre cori hanno accompagnato il messaggio della giornata: contro la violenza non basta ricordare, occorre intervenire prima. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies













