"Tocca a noi dimostrare che l'innovazione è uno strumento che non sostituisce le persone, ma un elemento fondante di un nuovo umanesimo". Lo ha affermato Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, proponendo di "lavorare su un Codice di Firenze, un documento condiviso sull'umanesimo contemporaneo alla luce dell'intelligenza artificiale".
Baroncelli, intervenendo all'incontro 'La Magnifica Humanitas e il nuovo umanesimo' oggi a Firenze, ha ricordato che "l'associazione sta programmando corsi di formazione sull'intelligenza artificiale non solo per i nostri collaboratori, ma anche per noi imprenditori di tutti i settori. Perché non si sfugge alla logica dell'algoritmo. E difendere la dignità del lavoro, anche del nostro lavoro imprenditoriale, significa metterci nelle condizioni di partecipare da protagonisti, non da gregari, alla nuova economia della conoscenza. Per questo motivo, proprio da qui, dalla città e dai territori dove è nato l'Umanesimo, Confindustria vorrebbe contribuire a fissare le metriche del nuovo umanesimo".
Baroncelli, intervenendo all'incontro 'La Magnifica Humanitas e il nuovo umanesimo' oggi a Firenze, ha ricordato che "l'associazione sta programmando corsi di formazione sull'intelligenza artificiale non solo per i nostri collaboratori, ma anche per noi imprenditori di tutti i settori. Perché non si sfugge alla logica dell'algoritmo. E difendere la dignità del lavoro, anche del nostro lavoro imprenditoriale, significa metterci nelle condizioni di partecipare da protagonisti, non da gregari, alla nuova economia della conoscenza. Per questo motivo, proprio da qui, dalla città e dai territori dove è nato l'Umanesimo, Confindustria vorrebbe contribuire a fissare le metriche del nuovo umanesimo".
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