Firenze, a 60 anni dall'alluvione, è più sicura con il completamento del sistema di protezione idraulica sull'Arno: sono state presentate le paratie sul lungarno Acciaiuoli, tra Ponte Vecchio e ponte S. Trinita, da installare in caso di urgenza. Si concludono così le opere di mitigazione del rischio idraulico a Firenze, un intervento finanziato con circa 15 milioni di euro di risorse del Pnrr e che ha interessato complessivamente oltre 4,5 chilometri di sponde urbane dell'Arno.
Le opere realizzate, è stato spiegato, "comprendono nuove arginature, strutture permanenti di contenimento, parapetti e sistemi di protezione in acciaio corten, oltre a soluzioni innovative installate lungo i lungarni delle Grazie, Acciaiuoli e Diaz".
Sul lungarno Acciaiuoli l'intervento interessa circa 230 metri e prevede l'utilizzo di panconi modulari delle dimensioni di due metri per 70 centimetri, da installare in occasione degli eventi di piena che ne richiedano l'attivazione. Sul lungarno delle Grazie l'intervento interessa circa 270 metri, su lungarno Diaz il tratto è di 175 metri (e qui non si prevede l'utilizzo di panconi). Il sistema è progettato per consentire il transito in sicurezza di portate fino a 3.500 metri cubi al secondo sotto le arcate di Ponte Vecchio.
Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l'assessora alla protezione civile di Firenze Laura Sparavigna e la soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze Antonella Ranaldi.
Con le nuove paratie, ha detto Giani, "c'è un metro in più di tenuta e un metro conta. È un intervento decisivo, che con 15 milioni mette in sicurezza l'Arno nel suo passaggio a Firenze. Firenze a 60 anni dall'alluvione vede degli interventi che hanno colto cosa significa prevenzione".
"Le paratie vengono installate solo in caso di urgenza - ha spiegato Ranaldi - e quindi è un intervento che nel suo complesso non modifica lo stato dei luoghi, ma rende la città più sicura rispetto ad un rischio di allagamenti. Nel 1966 le spallette si ruppero proprio sul lungarno Acciaiuoli a causa dell'impeto dell'acqua, è il punto in cui l'Arno si restringe".
"È un'opera attesa da tutta la cittadinanza", ha aggiunto Sparavigna.
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