Dal 17 luglio sono stati trasmessi complessivamente 635 file in risposta alle richieste di accesso agli atti. A comunicarlo è Asp Firenze Montedomini, che traccia un bilancio del lavoro svolto dagli uffici negli ultimi due mesi e mezzo, dopo lo scandalo degli affitti brevi.
«È un dato che restituisce concretamente la dimensione del lavoro che i nostri uffici stanno svolgendo per garantire trasparenza e accessibilità alla documentazione dell’Ente», spiega l’Asp. Le richieste vengono gestite secondo l’ordine cronologico di arrivo, mettendo a disposizione i documenti esistenti e disponibili.
L’ente conferma la disponibilità a rispondere, ma segnala le difficoltà provocate dal carico di lavoro: «La macchina amministrativa è sotto una pressione molto forte». La ricerca, la verifica e l’organizzazione della documentazione assorbono una parte significativa delle risorse degli uffici, causando, secondo Montedomini, «un rallentamento preoccupante nello smaltimento del lavoro ordinario».
L’Asp precisa di non avere risorse economiche per assumere personale dedicato esclusivamente agli accessi agli atti. Le ulteriori richieste devono quindi essere assorbite dai dipendenti già impegnati nelle attività quotidiane. Se il ritmo dovesse restare invariato, avverte l’ente, il rischio sarebbe quello di ridurre progressivamente lo spazio per le attività amministrative e progettuali collegate ai servizi da garantire alle persone. Lo scrive la Nazione.
«È un dato che restituisce concretamente la dimensione del lavoro che i nostri uffici stanno svolgendo per garantire trasparenza e accessibilità alla documentazione dell’Ente», spiega l’Asp. Le richieste vengono gestite secondo l’ordine cronologico di arrivo, mettendo a disposizione i documenti esistenti e disponibili.
L’ente conferma la disponibilità a rispondere, ma segnala le difficoltà provocate dal carico di lavoro: «La macchina amministrativa è sotto una pressione molto forte». La ricerca, la verifica e l’organizzazione della documentazione assorbono una parte significativa delle risorse degli uffici, causando, secondo Montedomini, «un rallentamento preoccupante nello smaltimento del lavoro ordinario».
L’Asp precisa di non avere risorse economiche per assumere personale dedicato esclusivamente agli accessi agli atti. Le ulteriori richieste devono quindi essere assorbite dai dipendenti già impegnati nelle attività quotidiane. Se il ritmo dovesse restare invariato, avverte l’ente, il rischio sarebbe quello di ridurre progressivamente lo spazio per le attività amministrative e progettuali collegate ai servizi da garantire alle persone. Lo scrive la Nazione.
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