La provincia di Firenze registra il maggior numero di persone ospitate nei Centri di accoglienza straordinaria della Toscana. Secondo il “Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026”, curato da Regione, Osservatorio Sociale e Anci Toscana, i dati della Prefettura aggiornati ad aprile indicano 1.717 presenze nei Cas per adulti, 17 in quelli per minori non accompagnati e 256 nei Cas dedicati all’emergenza Ucraina.
A livello regionale le presenze sono 7.975, cui si aggiungono 600 minori assegnati dal Ministero e ripartiti dalle Prefetture, 258 dei quali nella provincia fiorentina. Il totale raggiunge così 8.575 persone.
Gli stranieri residenti in Toscana sono 433.381, pari all’11,8% della popolazione. La quota sale al 15% includendo le persone con background migratorio. L’incidenza più alta si registra nel distretto pratese, dove oltre un residente su cinque ha cittadinanza straniera, seguito da Empolese-Valdarno-Valdelsa, Firenze e Valdinievole.
Il rapporto evidenzia anche il contributo dell’immigrazione alla tenuta demografica. «Nel 2008 in Toscana nascevano 33mila bambini, l’anno scorso ne sono nati 20mila», osserva il presidente Eugenio Giani, indicando nei residenti non italiani «un sostegno forte per mantenere vitale e popolata la regione». Per l’assessora Alessandra Nardini, l’immigrazione è «un fenomeno strutturale», mentre la presidente di Anci Toscana Susanna Cenni richiama il ruolo dei Comuni nel costruire coesione sociale.
Restano significativi i divari nella scuola e nel lavoro: alle superiori il tasso di insuccesso degli studenti stranieri è del 24%, contro l’8% degli italiani, mentre il tasso di occupazione si ferma al 60,1%, rispetto al 68,5%.
Firenze e Prato ospitano insieme quasi la metà delle imprese a conduzione straniera della regione: rispettivamente 17.088 e 10.789. La loro incidenza sul totale delle imprese provinciali è del 19,7% a Firenze e del 36,7% a Prato, contro una media toscana del 17,5%. Lo scrive la Nazione.
A livello regionale le presenze sono 7.975, cui si aggiungono 600 minori assegnati dal Ministero e ripartiti dalle Prefetture, 258 dei quali nella provincia fiorentina. Il totale raggiunge così 8.575 persone.
Gli stranieri residenti in Toscana sono 433.381, pari all’11,8% della popolazione. La quota sale al 15% includendo le persone con background migratorio. L’incidenza più alta si registra nel distretto pratese, dove oltre un residente su cinque ha cittadinanza straniera, seguito da Empolese-Valdarno-Valdelsa, Firenze e Valdinievole.
Il rapporto evidenzia anche il contributo dell’immigrazione alla tenuta demografica. «Nel 2008 in Toscana nascevano 33mila bambini, l’anno scorso ne sono nati 20mila», osserva il presidente Eugenio Giani, indicando nei residenti non italiani «un sostegno forte per mantenere vitale e popolata la regione». Per l’assessora Alessandra Nardini, l’immigrazione è «un fenomeno strutturale», mentre la presidente di Anci Toscana Susanna Cenni richiama il ruolo dei Comuni nel costruire coesione sociale.
Restano significativi i divari nella scuola e nel lavoro: alle superiori il tasso di insuccesso degli studenti stranieri è del 24%, contro l’8% degli italiani, mentre il tasso di occupazione si ferma al 60,1%, rispetto al 68,5%.
Firenze e Prato ospitano insieme quasi la metà delle imprese a conduzione straniera della regione: rispettivamente 17.088 e 10.789. La loro incidenza sul totale delle imprese provinciali è del 19,7% a Firenze e del 36,7% a Prato, contro una media toscana del 17,5%. Lo scrive la Nazione.
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