Arrestato un 42enne per la violenta spedizione punitiva in via Filzi

Il gip di Prato, su richiesta della Procura, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino cinese 42enne, nativo della provincia del Fujian, con l'accusa di tentato omicidio nei confronti di un connazionale di 37anni, commesso nel corso di una violenta aggressione a colpi di machete. L'episodio risale al 28 settembre, verso le 15.30, all'ingresso del ristorante "Food Center" di via Filzi, nel cuore della Chinatown pratese.
    Una sorta di 'vendetta', visto che il 37enne era stato condannato a otto anni di reclusione per tentato omicidio, proprio per aver sparato, nel 2021, quattro volte a bruciapelo al volto del 42enne, all'interno di una tavola calda-rosticceria, a Prato. Una vicenda giudiziaria che si è conclusa definitivamente nel febbraio 2024, quando la Cassazione ha confermato la condanna. La vittima era riuscita miracolosamente a sopravvivere e si era fatta curare da un medico cinese, il quale non aveva mai denunciato alcun reato e all'epoca il responsabile del delitto si era rifiutato di indicare il nome.
    All'aggressione del 28 settembre, ripresa da un filmato, ha partecipato anche un complice del 42enne, che brandendo una roncola ha minacciato le persone presenti, impedendo loro di intervenire. La vittima, che ha riportato lesioni da arma da taglio al capo e agli arti superiori, è stata soccorsa e trasportata in ambulanza all'ospedale Santo Stefano di Prato. Solo grazie alla sua reazione e all'intervento dei carabinieri, che insieme all'Unità cinofila antidroga della polizia locale di Prato hanno arrestato in flagranza il 42enne, l'aggressione non ha avuto esiti peggiori.
    All'interno del ristorante, gli investigatori hanno sequestrato 37 grammi di ketamina e quattro pasticche di ecstasy. Il 42enne, a quanto risulta, ha patteggiato in appello, con sentenza passata in giudicato, reati di criminalità organizzata comune. Da una successiva emissione di ordinanza cautelare nei suoi confronti, spiega la Procura di Prato, emergono elementi per ritenere, quanto meno, possibile che egli sia stato anche più recentemente coinvolto in ambienti di criminalità. 
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