“Un segnale preciso per un lavoro usurante, pieno di rischi, responsabilità, sacrifici e stress, aggravato dalle discussioni con l'utenza e da un senso di abbandono”

Circa 50 dimissioni di conducenti di autobus nel 2026 nel trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma di Firenze è il numero che risulta ai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti.
      
"Un segnale preciso per un lavoro usurante, pieno di rischi, responsabilità, sacrifici e stress, aggravato dalle discussioni con l'utenza e da un senso di abbandono - affermano i sindacati - Vedere le fermate sempre occupate dai veicoli privati e la carenza di corsie preferenziali sembra la dimostrazione di questa sensazione. L'Amministrazione del Comune di Firenze non deve dare la colpa, deve prendersi responsabilità".

      
Tra i disagi dei conducenti, le sigle evidenziano la difficoltà di "lavorare con orari di corse non congrui con il percorso, costantemente in ritardo, oppure dover sperare di trovare il capolinea libero per la sosta", "elementi di pesantezza e tensione su cui la categoria chiede aiuto ed interventi da mesi".

       
Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti hanno scritto alla Regione Toscana il 22 giugno 2026 "per rimettere a posto i tempi di percorrenza delle linee e al Comune di Firenze il 22 luglio per la figura degli ausiliari della sosta: ad oggi purtroppo nessun riscontro e nessuna risposta".

     
Sul trasporto urbano "si sperimentino linee organizzate a frequenza, non ad orario, come ad esempio la linea 31/32 che da anni non hanno regolarità - suggeriscono - E si dia un segnale di protezione del servizio con la costituzione degli ausiliari e con nuove preferenziali".

       
"Sarebbe davvero un controsenso - concludono le sigle - dover ricorrere allo sciopero perché nessuno risponde alle richieste dei lavoratori che, come gli utenti, chiedono legittimamente un servizio di qualità e condizioni di lavoro migliori".
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