Il proprietario della storica trattoria racconta oltre vent’anni di pranzi dedicati ai poveri e ai senzatetto. Una storia di accoglienza nata in una piccola bottega con cinque tavoli.

Prima dei grandi spazi, dei clienti illustri e delle migliaia di persone accolte ai tavoli, ci sono le radici. Quelle di Stefano Bondi, proprietario della Trattoria Zazà, sono nel cuore di Firenze, nella stessa piazza dove ha costruito la propria attività. Un legame che tiene a sottolineare: «La Trattoria Zazà è gestita da un fiorentino doc, nato in piazza del Mercato Centrale al 18».

È proprio da questo rapporto con la città che parte il suo racconto, nel quale un posto speciale è riservato alla beneficenza. Per oltre vent’anni, Zazà ha organizzato pranzi dedicati alle persone povere e ai senzatetto: occasioni nelle quali sedersi a tavola significava anche trovare compagnia, condividere una giornata e sentirsi accolti.

«Per più di vent’anni abbiamo fatto questi pranzi per i poveri, per i senzatetto», ricorda Bondi. Di quell’esperienza conserva soprattutto le immagini delle persone e delle loro storie, spesso molto diverse tra loro, che si incontravano nella trattoria.

«Era una cosa meravigliosa vedere tutte queste persone: realtà incredibili, professori di musica, insegnanti o persone che non avevano niente a che vedere con lo studio. Tutti insieme a cantare, a ridere e a ballare. Era una cosa bella», racconta. Un’esperienza che oggi non prosegue più, ma che resta una parte importante della storia del locale e del suo proprietario.

La storia di Zazà comincia, invece, con una piccola bottega e appena cinque tavoli. Bondi era nato settant’anni fa nel salotto di casa, al numero 18 di piazza del Mercato Centrale. A diciotto anni si spostò di pochi passi, in un luogo che faceva già parte dei ricordi della sua famiglia: la bottega dove il nonno andava ogni giorno a bere un quartino di vino, fumare un sigaro e comprare un anacione da portare a casa.

Anche quel biscotto diventa un frammento della Firenze raccontata da Bondi: simile nella forma al biscotto di Prato, ma più lungo, senza mandorle e con il profumo dell’anice.

Fu il padre a suggerirgli di trasformare la bottega in una trattoria. Stefano era appena tornato dall’Inghilterra e aveva ancora negli occhi un piccolo locale di Brighton, del quale cercò di riprodurre l’atmosfera. Da quell’intuizione prese avvio un’attività cresciuta nel tempo fino a occupare oggi oltre tremila metri quadrati. Con un nuovo spazio, la cui apertura è prevista per marzo del prossimo anno, Bondi annuncia che la superficie arriverà a circa 3.400 metri quadrati.

Ai tavoli di Zazà, negli anni, si sono seduti clienti di ogni provenienza e professione. «Idraulici, avvocati, muratori», elenca il proprietario, ricordando anche attori, artisti, quattro re africani e il re di Spagna Juan Carlos. Una varietà che si riflette nell’idea di accoglienza del locale: lasciare a ciascuno la possibilità di scegliere cosa mangiare, anche soltanto un’insalata.

La Trattoria Zazà si trova in piazza del Mercato Centrale 26 rosso. Un indirizzo conosciuto da fiorentini e visitatori, dietro al quale resta la storia personale di un uomo nato nella stessa piazza e il ricordo di oltre vent’anni di solidarietà condivisa attorno a una tavola.

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