Sabatini, Chelli e Sirello chiedono verifiche sull’iter dell’ex Comunale, sulle archiviazioni e sulle prescrizioni paesaggistiche

Come siano stati effettuati i controlli durante la costruzione e perché gli enti con funzioni di supervisione non siano intervenuti. Sono i punti al centro dell’esposto sull’ex teatro Comunale presentato alla Guardia di finanza dai consiglieri comunali Massimo Sabatini, della Lista Schmidt, Matteo Chelli e Angela Sirello, di Fratelli d’Italia.
Il documento, corredato da una ventina di allegati, è stato acquisito dalle Fiamme gialle e, secondo quanto emerge, sarà oggetto di ulteriori accertamenti della procura. I consiglieri ricostruiscono l’iter del complesso di lusso realizzato sul lungarno, soffermandosi sui sopralluoghi e sugli scambi di comunicazioni tra gli enti coinvolti.
L’inchiesta, guidata dalla procuratrice capo Rosa Volpe e dall’aggiunta Marilù Gattelli, conta attualmente quindici indagati, tra funzionari e dirigenti dell’urbanistica comunale, membri della Commissione Paesaggio, professionisti e manager. Le ipotesi di reato riguardano falso, abuso edilizio e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio.
Nell’esposto viene chiesto anche di verificare le ragioni dell’archiviazione del procedimento comunale e dell’istruttoria regionale relativa all’autorizzazione paesaggistica. «Alla Regione Toscana, come dovuto tentativo, abbiamo formalmente chiesto di esercitare i poteri sostitutivi di vigilanza. La risposta dell’ufficio competente è stata negativa», spiegano i tre consiglieri.
Sabatini, Chelli e Sirello contestano l’operato delle istituzioni: «Comune di Firenze e Regione Toscana non agiscono con il piglio che necessiterebbe alla miglior tutela del centro storico Unesco». Chiedono inoltre di chiarire il rispetto delle prescrizioni e il ruolo della Soprintendenza.
Il presidente della Regione Eugenio Giani respinge le contestazioni: «L’esposto è frutto di una volontà politica di strumentalizzare la vicenda, non capisco come la Regione avrebbe dovuto occuparsi di questa materia».
Un ulteriore punto riguarda materiali, infissi e finiture esterne, che secondo gli accordi richiamati nell’esposto dovevano essere concordati tra gli enti. I consiglieri chiedono agli inquirenti di accertare se questo passaggio sia effettivamente avvenuto durante i lavori, quali scelte siano state condivise e se la Soprintendenza si sia pronunciata in merito. Lo scrive la Nazione. 
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