I sindaci di Bagno a Ripoli e Rignano salutano la fine dello scavo e richiamano i disagi affrontati dalle comunità

L’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria di San Donato segna un passaggio importante per la terza corsia dell’A1. Alla cerimonia hanno partecipato i sindaci di Bagno a Ripoli e Rignano sull’Arno, Francesco Pignotti e Giacomo Certosi, che hanno sottolineato il valore dell’opera e il suo impatto sui territori.
«Cade l’ultima parete di terra della galleria di San Donato. E i due versanti della collina, Bagno a Ripoli e Rignano, da oggi vengono collegati dalla terza corsia dell’A1. Vedere gli operai scavare quel pezzo di tunnel, abbracciarsi con i colleghi che li aspettavano dall’altra parte, è stato emozionante», ha dichiarato Pignotti.
Il sindaco ripolese ha ricordato che i benefici per la mobilità nazionale sono stati accompagnati da anni di sacrifici per la comunità: «Il nostro Paese, l’Italia intera, quando la galleria potrà essere percorsa sarà più connesso. Il nostro comune, il nostro territorio, così bello, resiliente ma fragile, ha dato un contributo altissimo per renderlo possibile. Da dieci anni conviviamo con i cantieri, con le ripercussioni sul nostro paesaggio e la comunità».
Accanto all’omaggio ai lavoratori, Pignotti ha ribadito la richiesta di interventi a tutela dell’area: «Oggi torniamo a chiedere che il nostro territorio abbia l’attenzione che merita. Sicurezza idraulica, alberi e verde, mitigazione acustica. Senza tutto questo i lavori della terza corsia non potranno dirsi davvero conclusi».
Certosi ha definito la galleria un’«opera importante, strategica per l’Italia», ricordando le difficoltà vissute dai residenti durante lo scavo. Sono serviti «tre anni di lavoro che hanno avuto il loro impatto in termini di disagio per i nostri cittadini: di questo ci eravamo sempre fatti carico, cercando di rappresentare le istanze del nostro territorio a tutti i tavoli e in tutte le occasioni possibili».
Alla cerimonia era presente anche il consigliere metropolitano David Baroncelli, in rappresentanza della Città Metropolitana, che ha portato i saluti di Sara Funaro. Lo scrive la Nazione. 
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