Quasi sette mesi per una risonanza magnetica richiesta entro 120 giorni. È quanto emerge dal monitoraggio delle liste d’attesa dell’Asl Toscana Centro relativo a luglio e agosto 2026. A Firenze la mediana dell’attesa raggiunge 208 giorni per la risonanza del rachide cervicale, 201 per quella dorsale e 188 per il ginocchio. Le criticità maggiori si concentrano nella diagnostica per immagini, soprattutto nell’area cittadina.
Ritardi anche per alcune visite specialistiche: in priorità differita, la prima visita angiologica a Firenze e quella nefrologica nell’area Nord Ovest arrivano a circa tre mesi. Per le prestazioni con priorità breve, da garantire entro dieci giorni, alcune Tac e risonanze superano i venti giorni; la prima visita dermatologica raggiunge invece 28 giorni sia nel Mugello sia nell’area Nord Ovest. Accettare una prestazione fuori dalla propria zona può ridurre l’attesa, ma comporta maggiori spostamenti.
Il quadro presenta anche risultati positivi: tutte le prestazioni urgenti rispettano i tempi massimi previsti, così come le prime visite oncologiche, per ogni priorità e in tutte le zone dell’Asl, comprese Prato e Pistoia. Tempi rispettati anche per l’Holter e diverse visite specialistiche, tra cui chirurgia generale, urologia e otorinolaringoiatria. Lo scrive la Nazione.
Ritardi anche per alcune visite specialistiche: in priorità differita, la prima visita angiologica a Firenze e quella nefrologica nell’area Nord Ovest arrivano a circa tre mesi. Per le prestazioni con priorità breve, da garantire entro dieci giorni, alcune Tac e risonanze superano i venti giorni; la prima visita dermatologica raggiunge invece 28 giorni sia nel Mugello sia nell’area Nord Ovest. Accettare una prestazione fuori dalla propria zona può ridurre l’attesa, ma comporta maggiori spostamenti.
Il quadro presenta anche risultati positivi: tutte le prestazioni urgenti rispettano i tempi massimi previsti, così come le prime visite oncologiche, per ogni priorità e in tutte le zone dell’Asl, comprese Prato e Pistoia. Tempi rispettati anche per l’Holter e diverse visite specialistiche, tra cui chirurgia generale, urologia e otorinolaringoiatria. Lo scrive la Nazione.
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