In Toscana si apre il confronto sui capilista, mentre alcuni assessori potrebbero puntare al Parlamento

La nuova legge elettorale, indicata come Melonellum, accende il confronto nei partiti toscani in vista delle Politiche del 2027. Secondo l’articolo, il sistema proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 42% prevede capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati. I posti blindati sarebbero quattro per ciascun partito: uno al Senato e tre alla Camera. Una disponibilità limitata che alimenta la competizione interna e le resistenze verso candidature provenienti da fuori regione, mentre le primarie per scegliere i capilista vengono escluse da entrambi gli schieramenti.

Le candidature potrebbero incidere anche sulle giunte di Eugenio Giani e Sara Funaro, aprendo la strada a rimpasti legati alle partenze degli assessori e agli equilibri delle alleanze. In Regione circolano i nomi di Leonardo Marras, Alessandra Nardini e Mia Diop, mentre Monia Monni avrebbe declinato e Cristina Manetti non sembrerebbe orientata alla corsa. A Palazzo Vecchio le ipotesi riguardano Dario Danti e Laura Sparavigna, insieme al possibile futuro ingresso in giunta di renziani e Movimento 5 Stelle. Nel centrodestra si ragiona invece sulle candidature dei sindaci Michele Conti, Francesco Ferrari e Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Nel Pd, Emiliano Fossi e Marco Furfaro vengono indicati come probabili capilista dell’area Schlein, mentre per l’area Bonaccini si fanno i nomi di Simona Bonafè e Dario Parrini. Si ipotizzano inoltre una corsa al Senato di Dario Nardella e un ruolo da capolista per Federico Gianassi, con Antonio Mazzeo e Nardini interessati a candidarsi. In FdI il riferimento è Giovanni Donzelli, affiancato dalle possibili candidature di Patrizio La Pietra, Alessandro Capecchi e Vittorio Fantozzi. Per Casa Riformista si prospetta Matteo Renzi capolista al Senato, con Casini e Saccardi in corsa; per Avs Nicola Fratoianni, mentre nel M5S sono citati Riccardo Ricciardi e un possibile ritorno di Alfonso Bonafede. Si tratta di scenari e indiscrezioni ancora da definire. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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