Manetti: “Portare il teatro nelle carceri e coinvolgere persone che vivono situazioni di fragilità significa riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nella costruzione di una società più inclusiva”

La Regione Toscana destina 320mila euro per il 2026 a 16 progetti di teatro in carcere e teatro sociale, per favorire inclusione, partecipazione e benessere delle persone più fragili. Le risorse, assegnate con una graduatoria approvata a fine settembre, sono state illustrate oggi in una conferenza stampa con l'assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti e rappresentanti delle associazioni coinvolte: Livia Gionfrida di Metropopolare e Altero Borghi di Sobborghi Impresa Sociale; per il teatro sociale Alessandro Garzella di Animali Celesti Aps, Maurizio Lupinelli di Nerval Teatro Aps e Julienne Anzillotti della Compagnia Xe.
    
Al teatro in carcere vanno 244mila euro, per sostenere 13 realtà impegnate in attività e laboratori in 15 istituti penitenziari di nove province toscane. I progetti puntano a favorire la socializzazione, la consapevolezza di sé e i percorsi di reinserimento delle persone detenute. Altri 76mila euro sono destinati a tre associazioni per iniziative di teatro sociale rivolte in particolare a persone con disagio fisico o psichico, con l'obiettivo di promuovere partecipazione, autonomia e sensibilizzazione attraverso il linguaggio teatrale.

    
"Portare il teatro nelle carceri e coinvolgere persone che vivono situazioni di fragilità significa riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nella costruzione di una società più inclusiva", sottolinea Manetti. La Regione richiama inoltre un'indagine valutativa del 2026, realizzata in collaborazione con Irpet sugli interventi di welfare culturale in carcere, che evidenzia effetti positivi della pratica teatrale sulla riduzione della recidiva e sul clima negli istituti, favorendo cooperazione, disciplina e riflessione personale.
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