Il reperto, scoperto il 1° gennaio 1998 da Mauro Matteuzzi, Bruno Prosperi e Paolo Turchi, trova oggi una nuova collocazione all'interno di una teca appositamente progettata per valorizzarne l'unicità. L'espositore è stato installato sotto i Loggiati del Palazzo comunale, in piazza Buondelmonti nel centro storico del paese, rendendo nuovamente fruibile al pubblico uno dei più importanti tesori geologici del territorio. La nuova collocazione della pepita è stata inaugurata questa mattina alla presenza di un numeroso pubblico. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Riccardo Lazzerini, la vicesindaca Laura Cioni, rappresentanti della giunta comunale e gli scopritori del reperto, Mauro Matteuzzi e Paolo Turchi. Nel corso dell'evento è stato reso omaggio anche a Bruno Prosperi, scomparso nel 2018, il cui contributo è ricordato da una targa commemorativa collocata sul nuovo espositore. La grande pepita di rame fu scoperta dopo anni di ricerche dedicate alla storia mineraria del territorio e il ritrovamento avvenne in località 'La Caldaia', un'area già nota per la presenza di antichi saggi di ricerca del rame, spiega il Comune in una nota. E' composta quasi interamente da 'rame nativo e Cuprite' e misura 90 centimetri di lunghezza, 70 centimetri di larghezza e tra 30 e 40 centimetri di spessore, per un peso complessivo di 630 chilogrammi. Considerata una rarità a livello europeo, rappresenta non solo un importante reperto geologico, ma anche una preziosa testimonianza della tradizione mineraria imprunetina. La scoperta ha contribuito, si spiega ancora, a riportare alla luce una pagina poco conosciuta della storia locale, quando l'Impruneta era nota non soltanto per il cotto, l'olio e il vino, ma anche per l'attività estrattiva legata al rame.
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