Tra citazioni e riferimenti cinematografici, musicali e letterari, Giovanni Agnoloni accompagna il lettore in una passeggiata in alcune delle principali città italiane ed europee. Lo fa col suo ultimo libro, “Sinfonie itineranti. In viaggio per l’Europa tra musica, cinema e letteratura” (Jimenez Edizioni), presentato al Centro culturale Itaca in Via di San Domenico 22 con Paolo Ciampi e Gabriele Fredianelli, insieme al volume dello storico dell’arte Anisio Franco “Dal cuore di Lisbona. Ritratti di oggetti antichi” (I Libri di Mompracem) tradotto dal portoghese dallo stesso Agnoloni. Nel suo saggio-memoir Agnoloni, poliglotta che parla ben sei lingue - inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e svedese, e sta studiando il tedesco – si lascia portare nei luoghi come se fossero le musiche, i film e i libri legati a quella città a indicargli le direzioni da prendere ogni volta. Diventa un diario di viaggio in cui le emozioni scaturite dai ricordi personali si confondono con riferimenti colti e popolari che appartengono a tutti.
“In questo libro ho messo dentro tutto me stesso e il mio amore per i luoghi, evocandoli con mano simil narrativa, una forma ibrida che ha più del saggio che del romanzo”, dice l’autore, “girando per gran parte dell’Italia e del resto d’Europa, anche sotto la Torre della Televisione di Alexanderplatz a Berlino che svetta nella bellissima copertina”. E proprio Berlino, insieme a Dublino e a Lisbona sono le città, oltre a Firenze, a cui Agnoloni è più legato: “Le sento molto vicino, ma amo anche le altre, in modo diverso e con meno intensità perché mi ci sento meno a casa”.
Quanto a Firenze, qual è il luogo del cuore? “Il quartiere di mio padre, San Frediano. Quando passo da lì, sento un’emozione particolare, anche se oggi è cambiato tutto. Cito Vasco Pratolini e i film tratti dai suoi libri, alcune canzoni popolari. Ho poi un affetto particolare anche per la zona di Piazzale Donatello perché sono nato a Villa Donatello. I lungarni sono evocativi, perché l’acqua porta sempre con sé tante suggestioni di altrove”.
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