"Coraggio significa guardare sempre all'interesse generale piuttosto che agli interessi particolari che potrebbero frenare le proprie azioni. Soprattutto per chi opera nelle istituzioni, come me, questa è la cosa importante: ascoltare tutti ma poi, con coraggio, perseguire quel fine che senti essere al servizio dei cittadini e della collettività. Il che a volte può significare anche fare scelte controcorrente, come quella che ad esempio fece la Toscana nel 1786, quando fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte". Lo ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani, intervenendo questo pomeriggio al festival 'Luce!', organizzato dal canale di informazione del gruppo Qn Meda a Firenze, dal titolo 'Accendere il coraggio'.
"Coraggiosi sono coloro che abbattono tutte le barriere, soprattutto quelle che sono invisibili - ha sottolineato l'assessora Manetti sul palco del festival -. Ed è quello che vuole fare Luce!, aprendo una finestra sui diritti e sull'unicità di ogni persona. Un obiettivo che raggiunge ancora di più grazie a questo festival, che ogni anno alimenta un confronto portando tantissimi ospiti che raccontano le proprie storie: storie di coraggio ma anche di inclusione e soprattutto di voglia di cambiare le cose".
Stamani ad aprire il festival era stata la sindaca di Firenze Sara Funaro: "Avere coraggio significa fare scelte, anche quando sono difficili o scomode, portarle avanti con determinazione e non voltarsi dall'altra parte di fronte alle ingiustizie". Per la prima cittadina "amministrare una città come Firenze significa assumersi responsabilità, guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici, avere il coraggio di prendere decisioni e confrontarsi ogni giorno con i cittadini". Ma il coraggio è anche "esporsi in prima persona. Come ho scelto di fare denunciando gli attacchi sessisti ricevuti sui social, perché non possiamo accettare che discriminazioni e offese personali vengano considerate normali. È un messaggio che voglio rivolgere soprattutto ai più giovani: se assistete a un'ingiustizia, non abbiate paura di denunciarla. Il cambiamento passa anche da qui".
"Coraggiosi sono coloro che abbattono tutte le barriere, soprattutto quelle che sono invisibili - ha sottolineato l'assessora Manetti sul palco del festival -. Ed è quello che vuole fare Luce!, aprendo una finestra sui diritti e sull'unicità di ogni persona. Un obiettivo che raggiunge ancora di più grazie a questo festival, che ogni anno alimenta un confronto portando tantissimi ospiti che raccontano le proprie storie: storie di coraggio ma anche di inclusione e soprattutto di voglia di cambiare le cose".
Stamani ad aprire il festival era stata la sindaca di Firenze Sara Funaro: "Avere coraggio significa fare scelte, anche quando sono difficili o scomode, portarle avanti con determinazione e non voltarsi dall'altra parte di fronte alle ingiustizie". Per la prima cittadina "amministrare una città come Firenze significa assumersi responsabilità, guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici, avere il coraggio di prendere decisioni e confrontarsi ogni giorno con i cittadini". Ma il coraggio è anche "esporsi in prima persona. Come ho scelto di fare denunciando gli attacchi sessisti ricevuti sui social, perché non possiamo accettare che discriminazioni e offese personali vengano considerate normali. È un messaggio che voglio rivolgere soprattutto ai più giovani: se assistete a un'ingiustizia, non abbiate paura di denunciarla. Il cambiamento passa anche da qui".
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