All'interno dell'ambiente viola, la ricerca della stabilità strategica rappresenta il tema principale di queste prime battute di campionato. La squadra di Vanoli si trova nella condizione di dover bilanciare le proprie inclinazioni spontanee con le reali esigenze di campo, così da definire una fisionomia ben precisa. Si tratta di un processo graduale che tuttavia, considerando l'attuale posizione nel tabellone della Serie A, necessita di una rapida accelerazione.
Durante la conferenza stampa con i media alla vigilia della delicata sfida esterna contro l'Inter, il tecnico Paolo Vanoli ha ribadito con forza i soliti principi: «Contro il Como la produzione offensiva è stata notevole ed è corretto fare tesoro delle buone cose mostrate attraverso una manovra piacevole. Tuttavia, chi guida dalla panchina ha il dovere di valutare ogni singolo dettaglio con obiettività, senza ignorare la realtà dei fatti».
La recente sfida casalinga con il Como ha evidenziato nuovamente i soliti difetti, portando in dote altre tre reti incassate e costringendo il gruppo a rincorrere nel punteggio. Sotto la gestione Vanoli, infatti, la formazione viola non è ancora riuscita a portarsi avanti nel risultato nel corso di una partita: una statistica negativa che l'allenatore punta a cancellare a partire dal prossimo impegno domenicale.
Contro il Como la Fiorentina è riuscita a competere su ritmi equivalenti per ampi tratti del match. Ciò nonostante, il persistere di questa vulnerabilità nel reparto arretrato rischia di compromettere la raccolta di punti, anche a fronte di un'impostazione di squadra spiccatamente votata all'attacco.
Per la vetrina della Scala del Calcio, di conseguenza, potrebbe prendere forma uno schieramento maggiormente prudente, idoneo a non stravolgere l'impalcatura tattica complessiva. Nei fatti, l'orientamento non pare quello di virare su una linea difensiva a tre elementi, bensì di irrobustire la mediana inserendo Brescianini nella cerniera di centrocampo in luogo di Gonçalves.
Un ulteriore snodo cruciale passa per il pieno recupero prestazionale di De Gea. In conferenza, l'allenatore ha voluto fare da scudo all'estremo difensore spagnolo, sminuendo le statistiche poco esaltanti dell'ultimo periodo: «Oltre ad essere il mio capitano, la sua leadership resta indiscutibile». Infine, sono giunti attestati di stima nei confronti del giovane Mastantuono, le cui immense doti tecniche devono trovare pieno compimento all'interno dell'economia collettiva. Per Vanoli, le imprecisioni del talento argentino non vanno colpevolizzate, poiché rappresentano semplicemente la conseguenza di un'esuberanza e di un altruismo persino eccessivi.
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