La compagnia Mal d'Estro porta in scena la figura di Mila Pieralli, la leader comunista che trasformò il dormitorio fiorentino in una comunità viva. Il 13 novembre la prima nell'ambito della rassegna culturale

SCANDICCI – Un piglio politico e umano difficile da dimenticare, capace di segnare in modo indelebile la storia recente del territorio fiorentino. Come viene raccontato nelle pagine del quotidiano La Nazione, il prossimo 13 novembre il Teatro Aurora ospiterà lo spettacolo intitolato “Mila, semplicemente Mila”, una produzione firmata dalla compagnia Teatro dei Pazzi / Mal d’Estro diretta da Alessandro Calonaci, con l'attrice Mery Nacci nel ruolo della storica prima cittadina.

Mila Pieralli fu la sindaca che negli anni '80 guidò Scandicci fuori dall'etichetta di "città dormitorio" di Firenze per darle un'identità autonoma, culturale e sociale. Figura eclettica e determinata — donna di sinistra capace di scegliere il santo patrono per la protezione degli scandiccesi e di difendere l'onore della città al Maurizio Costanzo Show negli anni bui legati al Mostro di Firenze —, la Pieralli resta un punto di riferimento trasversale.

La memoria teatrale e la rinascita di una stagione politica

Il testo teatrale ha radici lontane. Come spiega il regista Alessandro Calonaci, l'idea nacque ai tempi dell'intitolazione del Teatro Studio a Mila Pieralli, grazie a una ricerca promossa dall'allora assessore alla cultura Giuseppe Matulli.

Quella traccia è stata oggi ripresa e rielaborata con una sensibilità contemporanea:

«A tornare in scena è soprattutto una stagione politica — sottolinea Alessandro Calonaci —. Con lei arrivò una vera svolta culturale: Scandicci smise di essere soltanto un luogo dove dormire e cominciò a fare comunità. Per questo, anche chi non condivideva la sua idea politica non ha potuto fare a meno di apprezzarla. Raccontare Mila significa raccontare sé stessi. La sua freccia semantica è ancora in volo e raccoglierla significa portare avanti quel progetto ideale.»

Il ricordo della nipote Irene La Marca: l'ascolto prima della politica

A raccogliere il testimone dell'impegno civile in famiglia è la nipote Irene La Marca, di recente eletta nel consiglio comunale di Scandicci. La Marca ha voluto rievocare il lato privato e quotidiano della nonna, evidenziando come la sua cifra distintiva fosse la capacità di ascolto nei confronti di chiunque la avvicinasse per strada:

«Mia nonna ha avuto molti ruoli nella vita, ma ciò che mi ha sempre colpita è il modo in cui incontrava le persone: preferiva ascoltare piuttosto che essere quella che parla. Ricordo che da bambina finivo per passare ore sotto il sole perché tantissimi cittadini la fermavano per strada, anche quando non aveva più alcun incarico pubblico. Sapevano di trovare una persona pronta ad ascoltarli. In famiglia si parlava di politica, ma nessuno era obbligato ad assecondarla: la stima di chi la pensava diversamente da lei è forse l'eredità più bella che ci ha lasciato.»

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