'Al Fondo sanitario vengono destinati appena 3,4 miliardi di euro, meno della metà dei 6,8 miliardi indicati dalle Regioni come tetto minimo indispensabile per garantire la tenuta del sistema'

 "La legge di bilancio varata dal governo Meloni segna un drammatico passo indietro per la sanità pubblica. Dietro gli annunci trionfalistici sui numeri si nasconde una realtà oggettiva: il Fondo sanitario nazionale viene definanziato nei fatti e si avvia un'operazione strisciante di smantellamento del Ssn a vantaggio della sanità privata". Lo dichiara il presidente della Toscana Eugenio Giani. "L'aspetto più allarmante", aggiunge, è "la precisa scelta politica sugli anziani: destinare 1,6 miliardi di euro a voucher fino a 300 euro per gli over 75 non è una misura di sostegno socio-sanitario, ma una scorciatoia pericolosa per favorire la sanità privata".
    
"Al Fondo sanitario - evidenzia il governatore toscano - vengono destinati appena 3,4 miliardi di euro, meno della metà dei 6,8 miliardi indicati dalle Regioni come tetto minimo indispensabile per garantire la tenuta del sistema. Per di più, si tratta di risorse completamente vincolate, che verranno assorbite quasi per intero dal rinnovo dei contratti di lavoro recentemente siglati e solo in minima parte dalla copertura dei costi per i dispositivi medici. Per la gestione quotidiana della sanità pubblica, i servizi territoriali e l'abbattimento delle liste d'attesa non resta nulla".

    
Quanto ai voucher "è evidente che nella stragrande maggioranza dei casi gli anziani e le loro famiglie saranno portati" a spenderli "nel privato. In questo modo, anziché investire per rafforzare le strutture pubbliche, assumere medici e infermieri e potenziare la rete di assistenza territoriale, il governo sceglie di trasferire risorse pubbliche verso il mercato privato della salute. Dico no a questo modello: difendere la sanità pubblica non è una bandiera ideologica, ma una questione di dignità costituzionale e uguaglianza tra cittadini". "Chiedo - conclude Giani - un radicale cambio di rotta durante l'iter di conversione della manovra: le risorse per la salute vanno restituite agli ospedali e ai servizi pubblici, non trasformate in scorciatoie verso la privatizzazione". 
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