Vittorio Orefici, 96 anni e prossimo ai 97, continua a tornare nel mercato di San Lorenzo, dove ha trascorso gran parte della sua vita. Ma tra i banchi fatica a riconoscere il luogo di un tempo: alle merci diverse e alle botteghe storiche si sono sostituiti articoli sempre più simili, destinati soprattutto ai turisti.
Nel 1955 aprì il suo banco tra via Sant’Antonino e via dell’Ariento, cominciando con piatti, posate e spugne di mare. Ricorda un mercato frequentato da tutta Firenze, con una cinquantina di ambulanti specializzati e una comunità solidale, pronta ad aiutare chi era in difficoltà. Nel suo racconto riaffiorano le feste di quartiere e clienti celebri come Leonardo Pieraccioni e Gabriel Batistuta.
Dagli anni Novanta, osserva, San Lorenzo ha progressivamente cambiato identità. Nel 2005 al banco è arrivato anche il figlio Paolo, mentre Vittorio ha continuato a seguire il quartiere dopo la pensione. Oggi guarda con amarezza alla scomparsa di quel mondo: «I fiorentini non vogliono più fare questo mestiere». Lo scrive la Nazione.
Nel 1955 aprì il suo banco tra via Sant’Antonino e via dell’Ariento, cominciando con piatti, posate e spugne di mare. Ricorda un mercato frequentato da tutta Firenze, con una cinquantina di ambulanti specializzati e una comunità solidale, pronta ad aiutare chi era in difficoltà. Nel suo racconto riaffiorano le feste di quartiere e clienti celebri come Leonardo Pieraccioni e Gabriel Batistuta.
Dagli anni Novanta, osserva, San Lorenzo ha progressivamente cambiato identità. Nel 2005 al banco è arrivato anche il figlio Paolo, mentre Vittorio ha continuato a seguire il quartiere dopo la pensione. Oggi guarda con amarezza alla scomparsa di quel mondo: «I fiorentini non vogliono più fare questo mestiere». Lo scrive la Nazione.
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