Una domanda di condono presentata nel 1986 e un ordine di demolizione che oggi mette a rischio il futuro della falegnameria Borgheresi, storica attività di via del Leone portata avanti da tre generazioni. La vicenda riguarda un laboratorio, una pensilina e una tettoia realizzati negli anni Sessanta, spazi che i titolari ritengono indispensabili per continuare a lavorare.
Dopo il parere paesaggistico favorevole espresso dalla commissione comunale nel 2003, la pratica era passata alla Soprintendenza, che nel 2004 aveva richiesto integrazioni documentali. Il parere negativo è arrivato soltanto nel luglio 2021, portando al diniego parziale del condono e all’ordine di demolizione, successivamente confermati dal Tar della Toscana. Nel frattempo, nel 2019, il Comune aveva premiato la bottega per la sua storicità nel Salone dei Cinquecento.
Leonardo Borgheresi, 64 anni, denuncia il rischio di dover chiudere e sostiene l’impossibilità di trasferire altrove i macchinari all’interno dell’attività. Dopo la notifica dell’ordine di demolizione del 14 settembre, l’avvocato della famiglia Giovanni Pravisani ha comunicato di aver predisposto l’appello al Consiglio di Stato, chiedendo di sospendere la demolizione in attesa della pronuncia. Lo scrive la Nazione.
Dopo il parere paesaggistico favorevole espresso dalla commissione comunale nel 2003, la pratica era passata alla Soprintendenza, che nel 2004 aveva richiesto integrazioni documentali. Il parere negativo è arrivato soltanto nel luglio 2021, portando al diniego parziale del condono e all’ordine di demolizione, successivamente confermati dal Tar della Toscana. Nel frattempo, nel 2019, il Comune aveva premiato la bottega per la sua storicità nel Salone dei Cinquecento.
Leonardo Borgheresi, 64 anni, denuncia il rischio di dover chiudere e sostiene l’impossibilità di trasferire altrove i macchinari all’interno dell’attività. Dopo la notifica dell’ordine di demolizione del 14 settembre, l’avvocato della famiglia Giovanni Pravisani ha comunicato di aver predisposto l’appello al Consiglio di Stato, chiedendo di sospendere la demolizione in attesa della pronuncia. Lo scrive la Nazione.
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