AGGIORNATA - L'Alleanza per l'Abitare chiede un confronto permanente con Comune, Città Metropolitana e istituzioni coinvolte su una piattaforma di proposte. Sul patrimonio esistente, la richiesta è di finanziamenti strutturali e pluriennali per il recupero degli alloggi Erp, rafforzando le risorse nazionali e contrastando ogni ipotesi di vendita del patrimonio pubblico. Serve anche una mappatura degli immobili pubblici e parapubblici utilizzabili per abitazioni, da destinare ad affitti sostenibili. Il caso Montedomini, dice l'Alleanza, dimostra la necessità di trasparenza e regole contro la speculazione.
Sul nuovo patrimonio, la piattaforma chiede di concludere rapidamente gli interventi già programmati e di garantire nuovi investimenti per ampliare le case popolari. Serve anche uno stock adeguato di alloggi di edilizia residenziale sociale per chi non può accedere alle Erp né sostenere gli affitti di mercato, utilizzando i fondi Bei per progetti di rigenerazione urbana e partecipando a procedure liquidatorie e concorsuali. Negli interventi misti, il pubblico deve acquisire la propria quota di investimento o prevedere clausole vincolanti sul diritto di superficie e sul riscatto a prezzo predeterminato. Priorità al recupero dei contenitori dismessi, senza consumo di suolo, attraverso Patti di Quartiere con sindacati e terzo settore.
La piattaforma propone anche residenze pubbliche a canoni sostenibili per studenti senza borsa di studio, progetti di abitare per anziani che integrino casa e assistenza, e una dotazione di alloggi per l'emergenza abitativa per persone senza dimora, vittime di sfruttamento e minori stranieri non accompagnati che escono dalle misure di accoglienza alla maggiore età. Sul fronte degli alloggi privati, l'Alleanza chiede una mappatura degli appartamenti vuoti per conoscerne consistenza, collocazione e proprietà, e riportarli all'affitto concordato attraverso sostegno alle ristrutturazioni e garanzie contro la morosità.
L'Alleanza chiede inoltre incentivi selettivi e progressivi per affittare stabilmente gli alloggi vuoti e riconvertire quelli turistici: agevolazioni fiscali, sostegno al credito e garanzie per danni e morosità. Sui affitti brevi, chiede di consolidare la regolamentazione fiorentina, monitorando gli squilibri in tutta l'area metropolitana e preparando eventuali riduzioni dopo la moratoria del 2028. Sugli studentati privati, chiede controlli e regole sui cambi di destinazione d'uso. Infine, propone di coinvolgere le imprese, anche attraverso la contrattazione, nella realizzazione di abitazioni e foresterie per pendolari e neoassunti, riservando una quota ai bisogni abitativi del territorio.
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Nell'area metropolitana di Firenze le domande del bando Erp sono passate da 3mila nel 2022 a 3.500 nel 2026, ma i 20 milioni di euro investiti dal Comune hanno coperto a fatica il 20% della domanda. A lanciare l'allarme è l'Alleanza per l'Abitare Firenze, composta da sindacati ed enti del terzo settore, secondo cui gli alloggi Erp del Comune sono 8mila, ma il 10% non è assegnato perché in fase di ristrutturazione. Il 68% dei nuclei nuovi assegnatari ha un Isee inferiore a 6mila euro. A questi si aggiungono circa 5.000 nuclei di lavoratrici e lavoratori senza requisiti per la domanda Erp, che non riescono a sostenere gli affitti di mercato e sono i più colpiti dagli sfratti.
Nel 2025 a Firenze e provincia sono stati eseguiti 312 sfratti, il numero più alto della Toscana, pari al 23% del totale regionale. I provvedimenti di sfratto emessi sono stati 538, in calo del 14,19% rispetto al 2024, mentre le richieste di esecuzione hanno raggiunto quota 2.004, in calo del 14,36%. Nonostante la concessione degli sfratti, l'Alleanza segnala un fenomeno opposto: i contratti di affitto di lungo periodo sono sempre meno, con proprietari che non li rinnovano alla scadenza.
La proposta centrale è la costituzione di un'Agenzia Sociale per la Casa metropolitana, un soggetto pubblico solido e competente che reperi e intermedi la domanda e l'offerta, finalizzandola ad affitti a canone concordato. L'agenzia dovrebbe prevedere garanzie finanziarie, anche con l'ausilio di fondazioni bancarie, per prevenire la morosità, monitorare il mercato e supportare le fasce più fragili contro effetti discriminatori nell'accesso alla casa. Dovrebbe operare in ambito metropolitano sotto la regia di Comune e Città Metropolitana, gestendo alloggi pubblici e privati e coinvolgendo enti religiosi, realtà di social housing e attori economici e sociali del territorio.
Sul nuovo patrimonio, la piattaforma chiede di concludere rapidamente gli interventi già programmati e di garantire nuovi investimenti per ampliare le case popolari. Serve anche uno stock adeguato di alloggi di edilizia residenziale sociale per chi non può accedere alle Erp né sostenere gli affitti di mercato, utilizzando i fondi Bei per progetti di rigenerazione urbana e partecipando a procedure liquidatorie e concorsuali. Negli interventi misti, il pubblico deve acquisire la propria quota di investimento o prevedere clausole vincolanti sul diritto di superficie e sul riscatto a prezzo predeterminato. Priorità al recupero dei contenitori dismessi, senza consumo di suolo, attraverso Patti di Quartiere con sindacati e terzo settore.
La piattaforma propone anche residenze pubbliche a canoni sostenibili per studenti senza borsa di studio, progetti di abitare per anziani che integrino casa e assistenza, e una dotazione di alloggi per l'emergenza abitativa per persone senza dimora, vittime di sfruttamento e minori stranieri non accompagnati che escono dalle misure di accoglienza alla maggiore età. Sul fronte degli alloggi privati, l'Alleanza chiede una mappatura degli appartamenti vuoti per conoscerne consistenza, collocazione e proprietà, e riportarli all'affitto concordato attraverso sostegno alle ristrutturazioni e garanzie contro la morosità.
L'Alleanza chiede inoltre incentivi selettivi e progressivi per affittare stabilmente gli alloggi vuoti e riconvertire quelli turistici: agevolazioni fiscali, sostegno al credito e garanzie per danni e morosità. Sui affitti brevi, chiede di consolidare la regolamentazione fiorentina, monitorando gli squilibri in tutta l'area metropolitana e preparando eventuali riduzioni dopo la moratoria del 2028. Sugli studentati privati, chiede controlli e regole sui cambi di destinazione d'uso. Infine, propone di coinvolgere le imprese, anche attraverso la contrattazione, nella realizzazione di abitazioni e foresterie per pendolari e neoassunti, riservando una quota ai bisogni abitativi del territorio.
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Nell'area metropolitana di Firenze le domande del bando Erp sono passate da 3mila nel 2022 a 3.500 nel 2026, ma i 20 milioni di euro investiti dal Comune hanno coperto a fatica il 20% della domanda. A lanciare l'allarme è l'Alleanza per l'Abitare Firenze, composta da sindacati ed enti del terzo settore, secondo cui gli alloggi Erp del Comune sono 8mila, ma il 10% non è assegnato perché in fase di ristrutturazione. Il 68% dei nuclei nuovi assegnatari ha un Isee inferiore a 6mila euro. A questi si aggiungono circa 5.000 nuclei di lavoratrici e lavoratori senza requisiti per la domanda Erp, che non riescono a sostenere gli affitti di mercato e sono i più colpiti dagli sfratti.
Nel 2025 a Firenze e provincia sono stati eseguiti 312 sfratti, il numero più alto della Toscana, pari al 23% del totale regionale. I provvedimenti di sfratto emessi sono stati 538, in calo del 14,19% rispetto al 2024, mentre le richieste di esecuzione hanno raggiunto quota 2.004, in calo del 14,36%. Nonostante la concessione degli sfratti, l'Alleanza segnala un fenomeno opposto: i contratti di affitto di lungo periodo sono sempre meno, con proprietari che non li rinnovano alla scadenza.
La proposta centrale è la costituzione di un'Agenzia Sociale per la Casa metropolitana, un soggetto pubblico solido e competente che reperi e intermedi la domanda e l'offerta, finalizzandola ad affitti a canone concordato. L'agenzia dovrebbe prevedere garanzie finanziarie, anche con l'ausilio di fondazioni bancarie, per prevenire la morosità, monitorare il mercato e supportare le fasce più fragili contro effetti discriminatori nell'accesso alla casa. Dovrebbe operare in ambito metropolitano sotto la regia di Comune e Città Metropolitana, gestendo alloggi pubblici e privati e coinvolgendo enti religiosi, realtà di social housing e attori economici e sociali del territorio.
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