Intesa Sanpaolo, dopo gli esiti dell'assemblea di Monte dei Paschi di Siena, ha reso noto che prosegue l'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa su Mps. I soci del Monte, infatti, non hanno approvato le offerte pubbliche di scambio volontarie su Banco Bpm e Banca Generali né la riduzione volontaria del capitale sociale funzionale alla distribuzione straordinaria di riserve, di cui ai punti numerati da 3 a 5 della parte straordinaria dell'ordine del giorno dell'assemblea Mps.
    
Il 3 ottobre scorso, infatti, il gruppo guidato da Carlo Messina ha aumentato di 25 centesimi il corrispettivo in contanti dell'Opas su Mps annunciando che nel caso di approvazione da parte dell'assemblea di una o entrambe le Ops o della riduzione volontaria del capitale sociale, l'offerta pubblica di acquisto e scambio sarebbe diventata definitivamente inefficace.

    
Sulla mancata approvazione della fusione, auspicata da Intesa, tra Mps e Mediobanca, Ca' de Sass conferma, come già dichiarato nel comunicato del 3 ottobre 2026, di "rinunciare alla condizione di efficacia di cui al par. 1.5 del comunicato ex art. 102 del TUF dell' 8 giugno 2026, con la conseguenza che l'Opas non verrà meno per effetto della mancata approvazione della fusione Mediobanca".

Il gruppo precisa inoltre che in caso di perfezionamento dell'Offerta e "qualora ne ricorressero i presupposti, Intesa promuoverà un'offerta pubblica obbligatoria per le azioni ordinarie di Mediobanca non detenute da Mps né da Intesa".
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