Nel primo semestre del 2026 il Pil toscano è cresciuto dello 0,8% su base annua, contro lo 0,9% nazionale. Secondo il rapporto di Bankitalia, ripreso dal Corriere Fiorentino, a sostenere l’economia regionale sono stati soprattutto i consumi e la spesa dei turisti stranieri. La crescita si è concentrata nei primi tre mesi dell’anno, per poi attestarsi attorno allo zero dalla primavera.
Gli investimenti restano fermi e il credito alle imprese si è ridotto dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un calo del 6,1% per le aziende più piccole. Il direttore della sede fiorentina di Bankitalia, Vito Barone, ha sottolineato la differenza con il quadro nazionale, dove gli investimenti hanno contribuito alla crescita.
Le esportazioni sono aumentate del 16,2%, grazie soprattutto alle vendite di lingotti d’oro dall’Aretino verso la Svizzera. Al netto dei metalli preziosi, l’incremento si ferma all’1,7% in termini nominali e, secondo gli economisti di Bankitalia, potrebbe tradursi in un calo in termini reali. Deboli segnali di ripresa arrivano dalla moda verso il Giappone e dalla meccanica verso gli Stati Uniti.
Condividi
Attiva i cookies














