“Le casse di espansione di Pizziconi già inaugurate, con una capacità di tre milioni e 300 mila metri cubi, a cui si aggiungeranno altri 600 mila metri cubi con il terzo lotto”

"Il fiume è parte della nostra storia e, proprio per questo, come Regione stiamo realizzando una serie di interventi sull'Arno. Le casse di espansione di Pizziconi già inaugurate, con una capacità di tre milioni e 300 mila metri cubi, a cui si aggiungeranno altri 600 mila metri cubi con il terzo lotto. A primavera sarà pronta anche la cassa di Restone, con una capacità di cinque milioni di metri cubi, mentre sono in corso i lavori per quella di Prulli, che si concluderanno entro la primavera del 2028 e consentiranno di contenere altri sette milioni di metri cubi d'acqua". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, intervenendo a Pisa al convegno sull'Arno del futuro promosso da Cerafri e Anbi Toscana.
   
 Secondo Paolo Masetti, presidente di Anbi Toscana, "oggi l'Arno è più sicuro, ma sappiamo che il rischio zero non esiste, complice il cambiamento climatico che concentra precipitazioni intensissime in tempi brevi: per questo il reticolo idraulico minore resta un sorvegliato speciale e i Consorzi di Bonifica svolgono un ruolo fondamentale: garantiscono il presidio quotidiano con la manutenzione ordinaria e supportano gli enti nella messa a terra delle grandi opere strutturali".

Gaia Checcucci, segretaria generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, ha infine osservato che "i due pilastri della pianificazione di bacino sono, per Firenze e l'Alto Valdarno, le casse di espansione e, per Pisa e tutto il Basso Valdarno, lo Scolmatore".

Luca Salvetti, sindaco di Livorno e presidente dell'Autorità Idrica Toscana, ha individuato tre priorità per affrontare il tema dell'Arno: "La gestione, con l'impegno dell'Autorità Idrica Toscana nella depurazione delle acque e nell'innovazione tecnologica, attraverso progetti che coinvolgono anche i gestori, come Publiacqua e Acque Spa; la sicurezza e la protezione civile perché questo territorio è consapevole dei rischi, ma deve poter contare anche sugli strumenti necessari per intervenire concretamente e ridurli; e la visione perché sono convinto che il mare e l'acqua possano diventare il motore di sviluppo della costa toscana".
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