No a nuovi approfondimenti sulla sicurezza sismica: sfuma l'opportunità data dalla Regione e a costo zero per Palazzo Vecchio

Il Comune di Firenze ha deciso di non partecipare al bando regionale per la microzonazione sismica di quarto livello, rinunciando così a un finanziamento di 86mila euro destinato ad approfondire le caratteristiche geologiche del territorio. Come riportato dalle pagine de La Nazione, la scelta ha sollevato forti perplessità sull'opportunità di migliorare le conoscenze del sottosuolo cittadino e prevenire il rischio sismico. La questione è stata portata all'attenzione di Palazzo Vecchio da un'interrogazione della consigliera Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica, a cui ha risposto l'assessora all'Urbanistica Caterina Biti.

Particolarmente critico è il giudizio del presidente regionale dell'Ordine dei Geologi, Marcello Bruguoni, secondo cui gli approfondimenti previsti rappresentavano una grande opportunità a costo zero per l'amministrazione. «A parte il terremoto del 1895, con epicentro all'Impruneta e che provocò ingenti danni da Bagno a Ripoli fino al centro storico, l'area del capoluogo non sarebbe soggetta a forti terremoti — ha spiegato Bruguoni —, ma ulteriori approfondimenti sarebbero stati comunque utili. Il livello 4 avrebbe permesso uno screening più preciso e dettagliato, ricostruendo un modello tridimensionale del sottosuolo e individuando le aree più critiche».

Dal canto suo, l'amministrazione comunale ha motivato la rinuncia attraverso la risposta dell'assessora Biti, parlando di una valutazione di opportunità tecnica ed economica. Firenze si trova infatti in zona sismica 3, classificata a bassa pericolosità, e dispone già di uno studio di microzonazione di terzo livello realizzato con l'Università. Secondo il Comune, il passaggio al livello 4 non avrebbe portato miglioramenti significativi, fronteggiando inoltre la complessità dei rilievi in un centro storico densamente urbanizzato, fondi considerati insufficienti (86mila euro) per coprire i carotaggi necessari e tempi di procedura estremamente stretti (appena un mese tra pubblicazione e scadenza). Motivazioni che, secondo i geologi, non cancellano l'occasione persa per la sicurezza del patrimonio storico e architettonico della città.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies