Le stazioni di servizio indipendenti di Firenze denunciano un calo della clientela da quando alcune grandi compagnie hanno introdotto un tetto ai prezzi al dettaglio. Nelle reti aderenti la benzina costa al massimo 1,99 euro al litro e il diesel tra 2,19 e 2,25 euro. I gestori delle pompe bianche spiegano che i costi all’ingrosso restano elevati e rendono difficile adeguarsi senza erodere i margini.
Il titolare di un distributore alle Cure riferisce di aver perso il 70% dei clienti in poco più di un mese e di aver abbassato i prezzi senza riuscire, per ora, a recuperare le vendite. A Coverciano, un dipendente racconta che gli è stato ridotto l’orario di lavoro e che, con uno stipendio più basso, pensa di lasciare il posto.
Faib Toscana teme che lo spostamento dei clienti verso le grandi reti riduca la concorrenza. Il presidente regionale Federico Valacchi segnala difficoltà anche per i gestori affiliati, che avevano già acquistato il carburante ai prezzi precedenti e, secondo quanto riferisce, attendono ancora il rimborso promesso da Eni. Lo scrive la Nazione.
Il titolare di un distributore alle Cure riferisce di aver perso il 70% dei clienti in poco più di un mese e di aver abbassato i prezzi senza riuscire, per ora, a recuperare le vendite. A Coverciano, un dipendente racconta che gli è stato ridotto l’orario di lavoro e che, con uno stipendio più basso, pensa di lasciare il posto.
Faib Toscana teme che lo spostamento dei clienti verso le grandi reti riduca la concorrenza. Il presidente regionale Federico Valacchi segnala difficoltà anche per i gestori affiliati, che avevano già acquistato il carburante ai prezzi precedenti e, secondo quanto riferisce, attendono ancora il rimborso promesso da Eni. Lo scrive la Nazione.
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