"Abbiamo assistito all'ennesimo pasticcio del governo Meloni e all'ennesima figuraccia: hanno cercato di imporre all'Anac una nomina tutta politica in un ruolo che richiede per definizione la massima terzietà e la massima indipendenza. La reazione immediata e decisa delle opposizioni unite e con la lettera di tutti i capigruppo di opposizione ha costretto nei fatti Altieri al passo indietro". Lo ha detto Nicola Fratoianni, coportavoce di Avs, a margine del convegno di Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze.
"Meno male che il passo indietro è arrivato, ma la scelta di quella nomina è il segno di una maggioranza di destra allo sbando e che comunque continua a cercare di occupare ogni casella disponibile, ma così non si può andare avanti", ha aggiunto.
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"Da oggi prende avvio un lavoro incessante e costante per definire il programma della coalizione. Ci siamo dati come scadenza la fine di novembre ed è questo ciò che ci interessa: costruire una proposta forte di governo, che rimetta al centro la scuola pubblica, la sanità, i salari e gli investimenti nei servizi pubblici". Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, parlando a margine del convegno Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze.
"Sulle primarie ribadiamo il nostro giudizio non positivo - ha aggiunto - Pensiamo che si sarebbe dovuta trovare una soluzione diversa. Ma se le altre forze politiche vogliono farle, allora si facciano rapidamente. La priorità deve essere il programma".
"Il passo indietro di Altieri sulla nomina alla presidenza dell'Anac è una vittoria del centrosinistra e del campo largo, che su questa vicenda ha agito unito. Di fronte alla vergogna compiuta dal governo Meloni, sono stati costretti a fare marcia indietro". Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, a margine del convegno di Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze. .
"Come si può pensare di affidare la guida dell'Autorità nazionale anticorruzione a un esponente di un partito che vuole demolire la stessa Anac, che aveva sollevato importanti rilievi sul ponte sullo Stretto? - ha aggiunto - Questo governo ha perso ogni dignità nella difesa dell'interesse generale dello Stato e delle istituzioni. Bisogna mandarlo a casa".
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Critiche da parte di Avs a proposito della gestione del governo del mondo scuola. Nicola Fratoianni, coportavoce di Avs, parlando a margine del convegno Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze, ha spiegato che "i tagli scuola pubblica ormai sono una costante per questo governo: la scuola, l'università, la ricerca sono ai margini della politica della destra. Per noi è il centro, è la leva principale per rilanciare il Paese. Siamo di fronte in queste settimane ad una mobilitazione importante di questo mondo, dapprima gli studenti e ora anche i docenti della scuola. Ma abbiamo un governo che risponde nel solito modo: quello della repressione e dei decreti sicurezza".
Per Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde "di fronte agli studenti che protestano per chiedere una scuola migliore, investimenti nelle infrastrutture fatiscenti e interventi contro la povertà educativa, la risposta del governo non può essere la repressione. È inaccettabile. Giorgia Meloni ha dimenticato la scuola pubblica. Per questo governo la priorità è fare un decreto sul burqa, anziché investire nella scuola e nelle periferie. Noi di Avs diciamo no all'aumento delle spese militari fino al 5% del Pil, che significherebbe 500 miliardi aggiuntivi nei prossimi dieci anni. Quell'impegno lo stracceremo: quei soldi devono andare alla scuola, alla sanità e agli stipendi degli italiani, non alle armi".
Sullo stesso tema è intervenuto al convegno anche l'economista Emiliano Brancaccio. "A fronte degli attuali tagli all'istruzione pubblica, che a regime darà grosso modo un risparmio di 290 milioni complessivi, il governo Meloni accresce i finanziamenti pubblici all'istruzione e alla formazione privata, finanziamenti sia diretti sia tramite bonus, di circa 150 milioni - ha sottolineato -. Un aumento di quasi il 20%. Possiamo dire una politica da manuale di tipo classista: da un lato tagliano il diritto alla conoscenza collettiva, dall'altro foraggiano il privilegio della conoscenza privatizzata".
"Meno male che il passo indietro è arrivato, ma la scelta di quella nomina è il segno di una maggioranza di destra allo sbando e che comunque continua a cercare di occupare ogni casella disponibile, ma così non si può andare avanti", ha aggiunto.
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"Da oggi prende avvio un lavoro incessante e costante per definire il programma della coalizione. Ci siamo dati come scadenza la fine di novembre ed è questo ciò che ci interessa: costruire una proposta forte di governo, che rimetta al centro la scuola pubblica, la sanità, i salari e gli investimenti nei servizi pubblici". Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, parlando a margine del convegno Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze.
"Sulle primarie ribadiamo il nostro giudizio non positivo - ha aggiunto - Pensiamo che si sarebbe dovuta trovare una soluzione diversa. Ma se le altre forze politiche vogliono farle, allora si facciano rapidamente. La priorità deve essere il programma".
"Il passo indietro di Altieri sulla nomina alla presidenza dell'Anac è una vittoria del centrosinistra e del campo largo, che su questa vicenda ha agito unito. Di fronte alla vergogna compiuta dal governo Meloni, sono stati costretti a fare marcia indietro". Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, a margine del convegno di Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze. .
"Come si può pensare di affidare la guida dell'Autorità nazionale anticorruzione a un esponente di un partito che vuole demolire la stessa Anac, che aveva sollevato importanti rilievi sul ponte sullo Stretto? - ha aggiunto - Questo governo ha perso ogni dignità nella difesa dell'interesse generale dello Stato e delle istituzioni. Bisogna mandarlo a casa".
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Critiche da parte di Avs a proposito della gestione del governo del mondo scuola. Nicola Fratoianni, coportavoce di Avs, parlando a margine del convegno Avs 'Sconfiggere l'ignoranza - diritto al sapere, emancipazione, libertà', in corso a Firenze, ha spiegato che "i tagli scuola pubblica ormai sono una costante per questo governo: la scuola, l'università, la ricerca sono ai margini della politica della destra. Per noi è il centro, è la leva principale per rilanciare il Paese. Siamo di fronte in queste settimane ad una mobilitazione importante di questo mondo, dapprima gli studenti e ora anche i docenti della scuola. Ma abbiamo un governo che risponde nel solito modo: quello della repressione e dei decreti sicurezza".
Per Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde "di fronte agli studenti che protestano per chiedere una scuola migliore, investimenti nelle infrastrutture fatiscenti e interventi contro la povertà educativa, la risposta del governo non può essere la repressione. È inaccettabile. Giorgia Meloni ha dimenticato la scuola pubblica. Per questo governo la priorità è fare un decreto sul burqa, anziché investire nella scuola e nelle periferie. Noi di Avs diciamo no all'aumento delle spese militari fino al 5% del Pil, che significherebbe 500 miliardi aggiuntivi nei prossimi dieci anni. Quell'impegno lo stracceremo: quei soldi devono andare alla scuola, alla sanità e agli stipendi degli italiani, non alle armi".
Sullo stesso tema è intervenuto al convegno anche l'economista Emiliano Brancaccio. "A fronte degli attuali tagli all'istruzione pubblica, che a regime darà grosso modo un risparmio di 290 milioni complessivi, il governo Meloni accresce i finanziamenti pubblici all'istruzione e alla formazione privata, finanziamenti sia diretti sia tramite bonus, di circa 150 milioni - ha sottolineato -. Un aumento di quasi il 20%. Possiamo dire una politica da manuale di tipo classista: da un lato tagliano il diritto alla conoscenza collettiva, dall'altro foraggiano il privilegio della conoscenza privatizzata".
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