La rinuncia di Palazzo Vecchio al bando regionale destinato agli studi di microzonazione sismica di quarto livello continua a provocare vivaci reazioni nel dibattito politico fiorentino. Come riportato dalle pagine de La Nazione, l'opposizione è subito intervenuta sottolineando come «servivano nuovi approfondimenti» ed esprimendo forte contrarietà verso la decisione della giunta. In particolare, il gruppo Firenze Democratica è tornato ad attaccare l'amministrazione comunale, ritenendo del tutto insoddisfacenti le spiegazioni ufficiali fornite in aula. «Non ci convince la risposta ricevuta», hanno dichiarato la capogruppo Cecilia Del Re e la vicepresidente del movimento Francesca Paolieri.
L'amministrazione ha motivato il proprio diniego facendo leva sulla classificazione della città a bassa pericolosità sismica, sulla mancanza di obblighi di legge, sulla complessità tecnica dei carotaggi e sull'esiguità delle risorse stanziate dalla Regione. Tuttavia, secondo Del Re e Paolieri, l'opportunità avrebbe permesso di esplorare con precisione gli strati più profondi del terreno, area su cui i dati a disposizione rimangono tuttora parziali. Non si sarebbe trattato di una duplicazione di analisi già svolte, ma dell'acquisizione di parametri scientifici inediti, fondamentali per stimare l'impatto di possibili scosse sul territorio alla luce dei grandi cantieri urbanistici in corso.
Le esponenti dell'opposizione sollecitano il Comune a chiarire i motivi per cui non siano stati aperti tavoli operativi con la Regione per superare le criticità logistiche. Per Firenze Democratica, gli studi passati non devono costituire un alibi per fermare la prevenzione: tutelare il patrimonio cittadino richiede di andare oltre gli adempimenti minimi imposti dalle norme.