Gli assessori chiedono più tutele per i pedoni e autonomia su Zone 30 e Ztl

Gli assessori alla Mobilità di Firenze, Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino, insieme all’Anci, contestano lo schema di decreto del ministero dei Trasporti, ora all’esame del Parlamento e della Conferenza Unificata. Secondo gli amministratori, la riscrittura di 293 articoli è stata predisposta senza un confronto adeguato con i Comuni e le polizie locali chiamati ad applicarla.

Tra le criticità segnalate ci sono la riduzione delle sanzioni per eccesso di velocità, l’accentramento dei poteri al ministero e i limiti alle politiche comunali su Zone 30 e Ztl. Anche la Rete italiana mobilità equa, che riunisce 42 organizzazioni, chiede di rivedere il testo. Nel mirino la disposizione che imporrebbe ai pedoni sulle strisce di accertarsi di essere stati visti e che i conducenti si fermino per dare loro la precedenza.

Stefano Guarnieri, presidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri, critica l’effetto combinato della riforma e del decreto sugli autovelox. Secondo Guarnieri, sanzioni più leggere e limiti ai controlli automatici ridurrebbero la possibilità di far rispettare i limiti di velocità in città, soprattutto sulle strade a 30 km/h. Lo scrive la Nazione. 
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