Respinto il ricorso della Procura. Per i giudici, dagli atti non emerge un movente per favorire l’ex dg di Careggi Monica Calamai

La Corte d’Appello ha confermato l’assoluzione dell’ex luogotenente della Guardia di finanza accusato di aver alterato i brogliacci delle intercettazioni durante le indagini sui presunti concorsi pilotati a Medicina. I giudici hanno respinto il ricorso della Procura contro la sentenza di primo grado.

Secondo l’accusa, l’ex finanziere avrebbe agito per favorire Monica Calamai, all’epoca direttrice generale di Careggi, in virtù del suo rapporto con la moglie. Le due donne hanno riferito di conoscersi per ragioni professionali e hanno escluso frequentazioni al di fuori del lavoro.

La Corte ha ritenuto che dagli atti non emergessero elementi in grado di dimostrare il movente ipotizzato dalla Procura. L’ex finanziere è stato difeso dagli avvocati Michele Passione e Massimiliano Palena. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 
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